Picchiato a morte a Cervia, chiesto il giudizio immediato per 5 giovani

(ANSA) - RAVENNA, 07 NOV - La Procura di Ravenna ha chiuso le indagini con la richiesta di giudizio immediato per i cinque giovani tra i 19 e i 23 anni - tutti del Forlivese, perlopiù di origine straniera - accusati dell'omicidio aggravato dai futili motivi di Nicola Musiani, il 53enne massacrato di botte alle prime ore del 19 luglio su un parcheggio di Pinarella di Cervia, sul litorale ravennate, e deceduto tre giorni dopo all'ospedale 'Bufalini' di Cesena. A breve il gip fisserà la data dell'inizio del processo. Per il sesto indagato - un 17enne anche lui di Forlì - a inizio settimana davanti al gip del Tribunale dei Minorenni di Bologna verranno ascoltati - come riportato dal Resto del Carlino - gli altri cinque indagati maggiorenni. Sono ancora tutti in carcere sulla base degli elementi raccolti dai carabinieri dell'Investigativo di Ravenna coordinati dal pm Angela Scorza. In quanto al 17enne, dopo qualche giorno di penitenziario minorile aveva ottenuto i domiciliari per potere studiare. Secondo gli inquirenti aveva dato lui l'avvio al pestaggio dopo due discussioni con Musiani: alle 23.30 e alle 4, in uscita da una discoteca. A dargli sostegno - prosegue l'accusa - gli altri cinque scesi perlopiù da una Fiat Punto. Musiani era stato preso a calci, pugni, sassate, colpito con il lancio di una bici e con bottigliate. L'alcol in corpog (tasso di 1,61) gli aveva impedito di difendersi anche solo alzando le braccia. Alla fine aveva fatto qualche passo e si era andato a rannicchiare sullo pneumatico di un camion in sosta, là dove era stato trovato più tardi da una pattuglia del Radiomobile. Gli accusati avrebbero cercato, prima di scappare, di linciare un 50enne cesenate assieme a Musiani quella notte sul parcheggio (i due vivevano lì su diversi camper). I nomi dei sospettati erano via via emersi grazie a celle telefoniche, varchi di lettura targhe, testimonianze e tre filmati registrati quella notte. (ANSA).
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








