Rete studenti, con decreto sicurezza Governo restringe spazi del dissenso

(ANSA) - ROMA, 21 OTT - "Con il nuovo decreto sicurezza, il Governo sceglie ancora una volta di rispondere ai conflitti sociali con nuove misure repressive e un inasprimento delle sanzioni, anziché affrontare le cause profonde del disagio. Una scelta che rischia di comprimere il diritto di manifestare e gli spazi di partecipazione democratica". Lo dichiara Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete Studenti Medi. "Mentre si moltiplicano gli strumenti di controllo, migliaia di giovani fanno i conti con affitti insostenibili, precarietà, difficoltà nell'accesso all'istruzione e assenza di prospettive. La sicurezza non si costruisce criminalizzando il dissenso, ma investendo nella scuola pubblica, nel welfare, nel diritto alla casa e in spazi di aggregazione accessibili. Condannare la violenza non significa accettare che la protesta venga trattata come un problema di ordine pubblico". "Siamo preoccupati da un modello che privilegia la repressione rispetto alla prevenzione sociale. Il diritto a manifestare e a esprimere dissenso è fondamentale in una democrazia. Le risorse pubbliche devono garantire diritti e opportunità, non alimentare una logica esclusivamente punitiva". Verdecchia rilancia quindi la mobilitazione del 20 novembre: "Non ci intimidite. Siamo la generazione Fuoriclasse e non ci rassegniamo alla precarietà, alle disuguaglianze e all'assenza di futuro. Invitiamo studentesse, studenti e tutte le realtà sociali a mobilitarsi per una società che metta al centro le persone, la conoscenza e i diritti. Di fronte a più repressione, rispondiamo con più partecipazione e solidarietà". "Il nostro messaggio è chiaro: soldi alla scuola, non alla repressione e alle guerre. La mobilitazione continua. Verso il 20 novembre", conclude la Rete studentesca. (ANSA).
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