Sfruttamento e paghe da due euro l'ora nel Monferrato, tre denunciati

(ANSA) - TORINO, 01 OTT - Condizioni di presunto caporalato e sfruttamento sono state scoperte dai carabinieri della stazione di Moncalvo e del Nucleo Ispettorato del Lavoro (Nil) di Asti nelle campagne del basso Monferrato. L'operazione si è conclusa con la denuncia di tre persone, tra cui due cittadini rumeni residenti a Casale Monferrato (padre e figlio) ritenuti i gestori del sistema illecito, e un imprenditore agricolo locale. Le indagini sono scattate dopo la segnalazione di un insolito viavai di stranieri da una casa fatiscente nel centro di Grazzano Badoglio. All'interno dell'immobile i militari hanno trovato 15 letti e materassi a terra, un impianto elettrico di fortuna, condizioni igieniche precarie e servizi igienici gravemente inadeguati per gli ospiti, tutti cittadini rumeni. Ai lavoratori venivano sistematicamente sottratti i documenti d'identità al momento dell'arrivo. I caporali reclutavano la manodopera per impiegarla nei campi, prelevandoli all'alba per accompagnarli nelle vigne, tra cui un'azienda di Castelletto Merli. Qui i braccianti lavoravano in nero, privi di tutele sanitarie e dispositivi di sicurezza, percependo una paga di appena due euro l'ora. Dei compensi totali, i gestori trattenevano oltre la metà per vitto e alloggio. Per l'imprenditore agricolo sono scattate sanzioni penali e amministrative per 42.000 euro e la sospensione dell'attività; i tre indagati dovranno rispondere di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro alla procura di Vercelli. (ANSA).
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