Uccide la fidanzata, difesa 'la compagna voleva colpirlo con un coltello'

(ANSA) - AVEZZANO, 23 OTT - Sostiene di essersi difeso dall'aggressione della compagna, che avrebbe impugnato un coltello. È la versione fornita da Marco Panichi, il 53enne originario della Marsica, fermato nella notte con l'accusa di aver ucciso la fidanzata di 36 anni a Vergiate, in provincia di Varese. A riferirla all'ANSA è il suo difensore, l'avvocato Leonardo Casciere, dopo l'interrogatorio davanti al procuratore della Repubblica di Avezzano, Maurizio Maria Cerrato. "Lui ha chiarito molte posizioni, perché ha detto che l'aggressione non è partita da lui, è partita dalla donna, gelosissima", spiega il legale, illustrando una ricostruzione che dovrà essere verificata dagli investigatori. Secondo Casciere, la donna "aveva un coltello in mano" e il suo assistito ha riportato diverse lesioni nel tentativo di difendersi. "Ha delle ferite da difesa, sia sul braccio sinistro, molto profonda, che sulla mano destra. Ha anche molte altre ferite", riferisce l'avvocato. Il numero esatto delle lesioni e la loro gravità dovranno essere accertati attraverso la documentazione sanitaria. Il delitto è avvenuto nel Varesotto, dove la coppia si trovava in viaggio. La donna, di origine straniera, è stata raggiunta da numerose coltellate. Dopo l'accaduto Panichi è rientrato in Abruzzo e si è presentato alla caserma dei carabinieri di Avezzano per costituirsi. Secondo quanto riferito dal difensore, l'uomo sarebbe inizialmente fuggito per paura e avrebbe raggiunto il padre prima di consegnarsi. "I carabinieri hanno sottoposto il mio assistito a un fermo", aggiunge Casciere, spiegando che nel pomeriggio è previsto il passaggio davanti al gip del Tribunale di Avezzano per la convalida del provvedimento. Resta da ricostruire la dinamica dell'aggressione, anche alla luce delle ferite riportate dall'indagato. (ANSA).
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








