Vitale (Agea), siamo primi in Ue per gli anticipi agli agricoltori

(ANSA) - ROMA, 06 AGO - "Abbiamo lavorato sui tempi. Prima era un'agonia ricevere i finanziamenti in maniera puntuale, abbiamo attivato anche il servizio antifrode affinché questi siano pagamenti legali, e quindi abbiamo anticipato, abbiamo stressato la filiera di erogazione dei finanziamenti comunitari e siamo stati il primo paese europeo ad erogare gli anticipi" rispetto alla scadenza fissata dall'Ue del 16 ottobre. Così il direttore di Agea, l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura, Fabio Vitale, commentando i dati degli aiuti diretti dei fondi Pac già erogati a luglio pari a quasi 600 milioni di euro, intervenendo ad ANSAIncontra, in streaming. "Abbiamo iniziato a pagare il 27 luglio. È stata una facoltà concessa agli stati membri che il governo ha ritenuto necessario e indispensabile attuare e noi come organismo tecnico, ci siamo fatti trovare pronti poiché già nel mese di giugno abbiamo raccolto 700mila domande a livello nazionale, le abbiamo processate in 5 giorni e il 6 luglio eravamo già pronti per pagare prima che fosse approvato il regolamento comunitario. Abbiamo pagato 577 milioni di euro ad oggi e pagheremo entro la fine di agosto 680 milioni come Agea e 621 milioni come organismi pagatori regionali per un totale di 1,3 miliardi di euro".L'obiettivo "è quello di arrivare ad aver erogato entro il 15 ottobre ovvero il giorno prima che si apra formalmente la campagna finanziaria europea, 1,6 miliardi di euro, ed a chiudere al 30 novembre, giorno di chiusura della campagna anticipi, a circa 2,5 miliardi di euro" con chiusura della campagna pagamenti 2027 "al 31 gennaio, 5 mesi prima dei tempi previsti". Agea anche impegnata per i diritti dei lavoratori e operativa nella cabina di regia istituita al Masaf attraverso Agecontrol. "Tramite gli indicatori di rischio - riferisce Vitale - abbiamo controllato aziende tra la Basilicata e Calabria e tutte sono risultate non in regola per vari motivi, alcune con lavoratori irregolari". Mentre nella lotta al caporalato lancia una proposta: "Pensare a un soggetto incaricato da un'istituzione pubblica che raccolga questi lavoratori e li conduca nei luoghi di lavoro ma per far questo devono essere contrattualizzati". (ANSA).
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