La cagnolina Dora torna a camminare grazie a una protesi stampata in 3D

Il cane metà schnauzer e metà rottweiler aveva subito l’amputazione di una zampa anteriore a causa di un tumore. Ora il lento ritorno alla normalità grazie alla tecnologia e all’amore della sua famiglia di Gorizia

Alex Pessotto
La cagnolina Dora con la protesi in 3D
La cagnolina Dora con la protesi in 3D

Una vicenda particolare, quella di Dora. Dall’esperienza in canile a una famiglia che le ha restituito serenità, fino alla sfida di affrontare un tumore e di imparare a camminare con l’ausilio di una protesi.

E il percorso sta dando esito positivo, visto che la cagnolina, nata nel 2013, incrocio tra schnauzer e rottweiler, sta ritrovando la mobilità grazie a un dispositivo creato su misura con tecnologie avanzate.

I primi anni

Nel dicembre 2015 Dora viene affidata, per motivi personali, al rifugio Aipa cittadino. Qui conosce Sabina, rimasta reduce dalla perdita di Max, abbandonato dai cacciatori. «Dopo la sua scomparsa», racconta Sabina, «mi ero rifugiata anch’io in canile, con l’intenzione di portare a passeggio un cane ogni giorno. È stato lì che mi hanno affidato Dora. All’inizio pensavo di comprarle delle crocchette dietetiche, perché mi sembrava un po’ troppo pienotta. Un’ecografia ha però rivelato che aspettava ben 13 cuccioli».

Nel giro di poche settimane tutti i piccoli trovano una famiglia tranne lei, che rimane in canile fino al settembre 2016, quando Sabina e Davide decidono di adottarla. Per la cagnolina si apre quindi una stagione nuova durata nove anni. Dato che, nel 2025, per Dora emerge un nuovo problema.

La malattia

Infatti, si trova a dover smettere di appoggiare la zampa anteriore sinistra. La causa? Un sarcoma già esteso fino alla spalla. Secondo il dottor Lenarduzzi della clinica Gaspardis di Visco l’amputazione è inevitabile.

L’operazione viene eseguita il primo dicembre dello scorso anno. «Il dolore c’era: Dora piangeva e io piangevo con lei. Nei primi giorni», racconta la donna, «non sapevo più che cosa augurarle, ma, progressivamente, ha iniziato a stare meglio. Tutto lo staff della clinica è rimasto a nostra disposizione giorno e notte, e questo è stato di enorme conforto per la nostra famiglia. Anche le persone a noi care ci hanno sostenuto e non ci siamo mai sentiti soli».

Peraltro, l’attività di recupero ha richiesto un ulteriore intervento: anche il ginocchio della zampa posteriore destra deve essere operato e rinforzato con una placca metallica.

La svolta

Tenaci, Sabina e Davide non si danno tuttavia per vinti, intenzionati a regalare a Dora la migliore qualità della vita possibile. Cominciano allora a informarsi sulle eventuali soluzioni finché scoprono, sul web, che realizzare una protesi per cani amputati non è un’ipotesi irreale. Da qui la decisione di rivolgersi all’Officina ortopedica Maria Adelaide di Torino, specializzata nella progettazione di dispositivi ad alta tecnologia. Il team sviluppa un ausilio personalizzato, ricorrendo alle stesse tecnologie delle protesi umane. Grazie a una scansione a luce strutturata vengono rilevate con precisione le caratteristiche anatomiche necessarie alla progettazione.

Il risultato è una protesi costruita sulle esigenze di Dora, pensata per sostenerla nel recupero di una parte della mobilità perduta e così accompagnarla in una nuova fase della sua vita.

Passi verso il futuro

Inizialmente, la cagnolina mostra qualche esitazione: ha bisogno dell’aiuto di Sabina per muovere i primi passi. Poi, però, acquista fiducia e riesce a camminare anche da sola.

«Sono trascorse due settimane da quel momento. Purtroppo, a causa dei nostri impegni lavorativi», aggiunge la donna, «non riusciamo a farle indossare la protesi tutti i giorni, ma vediamo che sta facendo progressi e questo ci riempie di speranza. Siamo fiduciosi che, con il tempo, Dora riuscirà ad abituarsi alla sua nuova zampetta metallica e a sentirla sempre più parte di sé».

Il commento

La soddisfazione giunge anche da Roberto Ariagno, amministratore delegato dell’Officina ortopedica Maria Adelaide: «Siamo molto contenti per Dora e per la sua famiglia. Ha reagito bene fin dalla prima applicazione e sta imparando gradualmente a usare la protesi. Non è la prima volta che realizziamo ausili di questo tipo per i cani, utilizzando la stessa tecnologia impiegata per gli esseri umani. È sempre una grande soddisfazione vedere questi particolari pazienti ritrovare vivacità e voglia di giocare».

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