Femminicidio di Tania Terrin, spuntano tre denunce pregresse contro Dino Keber: la prima nel 2002
Gli accertamenti fanno emergere precedenti denunce per condotte simili nel 2002, 2010 e 2021, oltre alle aggressioni raccontate da Tania agli investigatori. Ecco cosa è successo la notte dell’omicidio

Per la Procura di Venezia, Tania Terrin e Dino Keber si erano visti anche la sera dell’omicidio in un clima di cordialità, come già altre volte in precedenza era successo.
Potrebbero avere bevuto insieme nell’abitazione di lei, in quella zona grigia che negli ultimi mesi aveva continuato a tenere uniti due ex compagni già separati, ma mai davvero lontani. Poi la serata è precipitata, e Tania è stata uccisa.
È da quelle ore che gli investigatori stanno ricostruendo a ritroso una relazione fatta di ritorni, rotture, violenze denunciate e altre raccontate soltanto dopo.
Gli atti e le denunce
Negli atti, infatti, non emergono denunce precedenti a quella presentata il 22 aprile scorso. Quattro giorni prima, il 18 aprile, Tania aveva raccontato di essere stata aggredita dall’ex compagno: intorno alle 20 Dino le avrebbe stretto le mani al collo fino a farle perdere i sensi. Al pronto soccorso le erano state riscontrate lesioni giudicate guaribili in due giorni. Poche righe di referto, sufficienti però a sostenere la querela depositata ai carabinieri.
Da quel momento Tania era stata sentita altre due volte. Nel primo colloquio aveva allargato il quadro. Aveva raccontato che la violenza non era cominciata in aprile: già il 18 dicembre 2025 l’uomo l’avrebbe presa a schiaffi, colpendola anche a un orecchio. In quell’occasione la prognosi era stata di cinque giorni. Proprio dopo quell’episodio la relazione, iniziata nei primi mesi del 2025, si era formalmente interrotta.
Ma la fine, nella loro storia, non aveva avuto un taglio netto.
Ai militari Tania aveva riferito anche di altri episodi di aggressione domestica e di una pressione psicologica continua. Poi, settimane dopo, il racconto era cambiato. La donna aveva parlato di una riappacificazione, arrivando a spiegare di sentirsi tranquilla in compagnia di Dino. Un passo indietro che oggi viene riletto alla luce di ciò che gli investigatori hanno trovato nei telefoni.
I precedenti di Dino Keber
Tra i messaggi e le fotografie acquisite ci sarebbero infatti immagini inviate dall’uomo in cui compare un cappio. Il significato, secondo la ricostruzione investigativa, era sempre lo stesso: se Tania avesse chiuso definitivamente ogni rapporto, lui si sarebbe tolto la vita. Non una minaccia contro di lei, ma una forma di pressione costruita sulla propria morte, capace di trasformare una separazione in un ricatto emotivo.
E non sarebbe stata la prima volta. Dagli accertamenti sarebbero emersi precedenti analoghi nel 2002, nel 2010 e nel 2021, con altre donne che lo avevano querelato per condotte simili. In quei casi, secondo quanto ricostruito, le denunce erano state poi ritirate dopo successive riappacificazioni e pressioni dell’uomo.
Con Tania quel meccanismo sembrava vicino a ripetersi. Prima la querela, poi i racconti delle violenze pregresse, infine il riavvicinamento.
Fino alla sera dell’omicidio, quando i due si sono trovati ancora una volta nella stessa casa. È lì che la Procura cerca ora il punto di rottura definitivo: non soltanto ciò che è accaduto nelle ultime ore, ma il filo che per mesi aveva continuato a riportarli l’uno verso l’altra.
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