Protezione civile, dal Senato il via libera alla riforma: scudo penale per i volontari e i sindaci
Ok del Senato al testo nato dopo la tragedia di Preone in Carnia. Esclusa la punibilità per colpa lieve nelle emergenze. Il ministro Ciriani: «Lavoreranno con più serenità».

Manca soltanto un passaggio: l’esame della Camera, che, in linea con i tempi dei lavori parlamentari, avverrà nei prossimi mesi, si ipotizza prima della legge di bilancio, ma dipenderà dalle priorità stabilite dal presidente e dai capigruppo.
Poi, se otterrà il voto favorevole di Montecitorio, il disegno di legge sulla Protezione civile modificherà, almeno in parte, le linee guida per l’agire di volontari e operatori: in particolare, ne limiterà la responsabilità penale in caso di reati colposi. Martedì mattina, infatti, il disegno di legge è stato approvato in prima lettura dal Senato. Nel voto finale, avvenuto per alzata di mano, le opposizioni si sono astenute.
«Un provvedimento che colma una lacuna normativa sulla valorizzazione della specificità del volontario, esalta il valore della formazione e costituisce un esempio concreto di buona amministrazione» ha detto il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci.
Il ministro Ciriani
«Sono particolarmente orgoglioso che il governo Meloni abbia dato vita a questo disegno di legge» le parole del ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, ringraziando il collega Musumeci e i senatori, «sia di maggioranza sia di opposizione», per aver consentito «un iter snello e veloce della norma».
Quest’ultima, ricorda ancora Ciriani, costituisce «un riordino del sistema di Protezione civile, che, unito a norme precedentemente approvate come quelle sulla responsabilità dei luoghi di lavoro, fornisce nuovi strumenti e nuove condizioni ai volontari, agli operatori e ai dirigenti per operare al meglio».
La responsabilità penale
Al centro della legge approvata, dal Senato c’è la nuova disciplina sulla responsabilità penale, per i reati colposi relativi a fatti avvenuti nell’esercizio delle attività, sia dei volontari sia delle autorità. In soldoni, l’emendamento del Governo, predisposto in collaborazione anche con il ministero della giustizia, limita la responsabilità penale di chi opera nella Pc: non sarà punito per errori colposi chi ha seguito linee guida o buone pratiche adeguate.
I volontari risponderanno solo per colpa grave; autorità e operatori avranno la stessa tutela nelle emergenze, i giudici valuteranno soglia di incertezza scientifica, livello di prevedibilità dell’evento e contesto d’urgenza. Nella definizione delle responsabilità di volontari, operatori e autorità verranno valutate anche le risorse disponibili: peseranno limiti di personale, mezzi, tecnologie, dati e finanziamenti.
«Una norma molto attesa che risponde alle istanze che i sindaci della mia regione hanno più volte rappresentato e a cui ho trovato giusto dare ascolto» prosegue Ciriani, spiegando che «l’obiettivo della legge è garantire il diritto dei volontari e degli operatori di Pc a lavorare con tranquillità e serenità: un gesto di riconoscenza e gratitudine per il lavoro prezioso che garantiscono silenziosamente da sempre a favore delle nostre comunità».
La vicenda in Friuli
La misura ha radici piantate in Friuli Venezia Giulia, regione teatro di una vicenda prima umana e poi giudiziaria che ha portato alla condanna a un anno del sindaco di Preone Andrea Martinis e del coordinatore di Pc comunale del comune carnico Renato Valent, ritenuti responsabili dell’incidente che il 29 luglio 2023 fa costò la vita al volontario Giuseppe De Paoli.
Da qui l’impegno della politica friulana per dare al sistema della Protezione civile gli strumenti di tutela giuridica necessari per agire con l’imprescindibile serenità durante le delicate operazioni in contesti d’emergenza.
Si sta muovendo (con Ciriani) il governo, così come si è adoperata nell’ultimo anno e mezzo la Regione, su impulso dell’assessore regionale alla Pc, Riccardo Riccardi, che oltre a portare il tema in Conferenza delle Regioni (presieduta da Massimiliano Fedriga), ha adottato una misura per la tutela legale dei 6.000 volontari e 150 dipendenti della Pc regionale.
L’iter parlamentare
Il ministro Ciriani assicura che garantirà tutto il suo impegno «per arrivare in tempi rapidi all’approvazione definitiva del disegno di legge alla Camera».
L’esame di Montecitorio, come si accennava, avverrà dopo la pausa estiva dei lavori parlamentari. Sarà l’ultimo passaggio di un iter iniziato alcuni mesi fa: il disegno di legge era stato infatti trasmesso in Senato, dopo l’approvazione in Consiglio dei ministri, a fine gennaio. La prima Commissione aveva iniziato l’esame il 15 aprile per terminarlo il 22 luglio, e ieri il disegno di legge ha ricevuto il voto favorevole di Palazzo Madama.
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