La moschea di Mestre un caso nazionale: Salvini in arrivo
La Lega annuncia una proposta di legge per stoppare qualsiasi iniziativa. E su Mestre: «Gravi le minacce di blocco»

Prosegue la polemica per la costruzione della nuova moschea a Mestre: il leader della Lega Matteo Salvini ha annunciato una visita a Venezia. E il partito annuncia una proposta di legge per stoppare qualsiasi iniziativa.
«Pronta una proposta di legge della Lega per fermare nuovi insediamenti islamici in Italia fino all'approvazione di una nuova legge quadro nazionale e alla definizione di un'intesa con lo Stato italiano che garantisca pieno rispetto delle nostre leggi, dei nostri valori e delle nostre regole» fa sapere il partito.
«Sul caso di Venezia, gli avvocati della Lega sono al lavoro per segnalare alle autorità di pubblica sicurezza le gravi minacce di blocco selvaggio annunciate da esponenti della comunità islamica», sottolinea il partito, riferendo che «Matteo Salvini sarà presto a Venezia per ribadire il no della Lega alla moschea». «Nessun passo indietro di fronte a minacce e ricatti», aggiunge ancora la Lega.
Le reazioni
L’annuncio della Lega ha scatenato le risposte polemiche di diversi esponenti politici.
Michele Boldrin, segretario nazionale di ORA! e consigliere comunale di Venezia, ha dichiarato in una nota: «Simone Venturini ha raccolto i voti dei cattolici veneziani, degli scout, del mondo moderato di centro che chiedeva pragmatismo e buon governo. E oggi, da sindaco, nega un luogo di preghiera a ventimila persone che vivono, lavorano e pagano le tasse a Venezia e Mestre, scimmiottando il repertorio securitario di Vannacci 'rifiuti, veli, passi avanti sull'integrazione da fare prima di poter pregare'. Che una città con 137 chiese consacrate in centro storico abbia votato per questo esito lascia, francamente, stupiti».
«La sicurezza urbana e i reati non dipendono dall'esistenza di una moschea: dipendono da lavoro, scuola, controllo del territorio. Un Imam ragionevole e una comunità che ha un luogo dove riflettere e confrontarsi integra meglio di un Comune che sceglie il muso duro, il 'noi contro loro', la guerra di quartiere contro chi fa — spesso mal pagato, a Marghera come altrove — i lavori che gli italiani non vogliono più fare - spiega -. Negare un centro di culto non ferma la criminalità: alimenta il risentimento e regala terreno alla propaganda identitaria, esattamente ciò che ORA! è nato per contrastare».
«Il programma di ORA! è chiaro: laicità dello Stato non significa ostilità verso le fedi, ma dignità di trattamento per tutte come sancisce la Costituzione - conclude Boldrin -. Chi governa Venezia ha il dovere di distinguere tra regole urbanistiche da far rispettare, e su quello nessuno sconto, e diritto di culto, che non si baratta con l'agenda propagandistica del momento».

Piccata anche la risposta di Riccardo Magi, segretario di di Più Europa: «Tra i tanti travestimenti di Salvini non poteva mancare quello da Ben-Gvir, con la Lega che sulle moschee parla di 'insediamenti islamici' scimmiottando la destra messianica israeliana e il linguaggio dei coloni. E mentre Salvini si occupa di difendere l'identità degli italiani, gli italiani subiscono il disastro del trasporto ferroviario, di cui Salvini dovrebbe occuparsi davvero visto che ne è il ministro responsabile».
«Le priorità degli italiani non sono le moschee ma i treni che arrivano in ritardo, i taxi che non si trovano, gli aeroporti difficili da raggiungere, i costi alti dei trasporti per chi vive nelle isole ma lavora in altre regioni. Prima il Ponte sullo Stretto, ora le Moschee: per Salvini ogni scusa è buona per non fare il proprio lavoro», evidenzia Magi.
«Detto questo, la comunità islamica di Venezia avanza una richiesta legittima e costituzionale, cioè avere un luogo di culto dove professare liberamente la propria religione: se Salvini e la Lega vedono questa previsione costituzionale come una minaccia, allora sono loro stessi a essere stranieri in Italia, non certo la comunità islamica veneziana», aggiunge.
Luana Zanella, capogruppo di Avs alla Camera, ha commentato: «Una nota di via Bellerio rende noto che la Lega è pronta a presentare una proposta di legge 'per fermare nuovi insediamenti islamici in Italia'. Dunque, la forza federalista per eccellenza impone con un diktat del 'Comitato centrale' una decisione su tutti i territori. Sono ridicoli».
«Parlano poi di 'insediamenti islamici' come fossero avamposti di guerra, anziché luoghi di culto, di incontro e di socialità necessari e aperti a chiunque, dove ogni persona che voglia pregare può entrare, a cominciare dal nostro direttore della Biennale Pierangelo Buttafuoco. Ricordo al solerte 'Comitato centrale' leghista che esiste l'articolo 19 della Costituzione che garantisce a chiunque la libertà di professare la propria fede religiosa, di farne propaganda e di celebrarne il culto in privato o in pubblico e che lo stesso Governo del loro amato Silvio Berlusconi nel 2005 istituì la Consulta per l'Islam italiano con l'obiettivo anche di attuare azioni positive per la deradicalizzazione. Insomma, questa strategia del muro da parte della Lega è miope, inefficace, ingiusta e vecchia», dice Zanella.
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova









