Trenta racconti per ascoltare il suono diverso dei pensieri, in un’estate senza algoritmi

Agosto d’autore: per tutto il mese, una storia al giorno qui sul nostro sito, per abbonati. Ecco il piano dell’opera: seguiteci

Fabrizio BrancoliFabrizio Brancoli

Gli esperti di climatologia o i medici legali vi diranno che ad agosto la materia rallenta. Si decompone o si dilata, a seconda dei punti di vista, e gli esseri umani si muovono più lenti, si concedono pause che di solito non fanno parte del loro ritmo. Ma se interrogate un vecchio portiere di via dei Melograni, o un doganiere distratto in un valico secondario, vi risponderanno che il vero problema dell’estate non è il termometro che sale, ma il fatto che i pensieri iniziano a fare un rumore diverso.

Diventano fluidi, a volte tossici, a volte così leggeri e convincenti da volare via oltre il muro di uno stabilimento balneare o sopra le liane di un laghetto stagnante. Cose che accadono d’estate, appunto.

In questo preciso stato di sospensione della realtà si colloca Agosto d’Autore: un racconto al giorno, sul nostro sito, dal primo al 31. Qui si stanno per dare appuntamento trenta persone. Scrittrici e scrittori che hanno l’ostinata abitudine di scavare nelle crepe del tempo e dello spazio. Non per riempire i vuoti della cronaca con i soliti convenevoli, con le liturgie delle frasi fatte e i percorsi logici più banali. Ma per compiere un piccolo e metodico atto di contrabbando.

Hanno preso la vita ordinaria, quella che di solito ormai finisce catalogata nelle banche dati, nei server quantistici o nei codici di giurisprudenza, e l’hanno costretta a rivelare la sua parte più segreta.

Se seguite la mappa di queste trenta storie con la pazienza di un investigatore strambo (mi raccomando, che sia strambo), vi accorgerete che i registri cambiano pelle ogni giorno come i tatuaggi biosensibili della gente del futuro. C’è chi vi trascinerà in un fanta-horror accademico sulle panchine di un castello bresciano, chi vi farà respirare l’odore di bergamotto e salsedine di una profumeria del Sud, e chi vi costringerà ad assistere al finimondo urbano nato per due semplici palline di gelato. Gusto cocco e malaga, per la precisione. Troverete una riscrittura pop di un mito greco, dove una figura di riferimento viene esortata a darsi una svegliata, millenni dopo.

C’è molta varietà nei toni, ma non fatevi ingannare. Un’architettura invisibile tiene insieme questo bizzarro, eterogeneo condominio verticale. È la resistenza dell’analogico.

Il mondo corre a velocità supersonica, le intelligenze artificiali tentano di gestire anche i sospiri e i telefoni si scaricano quando non dovrebbero. Ma in questo groviglio macchinoso le nostre storie rivendicano il lusso dell’errore umano. Ci dicono che le cose importanti non sono mai pronte subito. Un bambino, nel dopoguerra, striscia nel buio di una colonia solo per rubare un cero e leggere «L’isola del tesoro» lungo la riva del mare. Quel bimbo è un po’ tutti noi.

Meglio non cercare un senso logico immediato in un mosaico di trame tutte diverse, partorite dalla creatività di autrici e autori differenti. Da domani, sfogliare questo giornale sarà come scendere in un altopiano pieno di grotte fresche per metterci a stagionare i nostri pensieri. Leggeremo queste storie una per una, le metteremo nella nostra classifica parziale e arbitraria, le confronteremo. Non servirà a niente, come molte cose dell’estate. Se non altro saremo un po’ più lontani dagli algoritmi. E, semplicemente, umani.

Argomenti:racconti autore

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova