Rissa alla Camera durante la discussione sull’autonomia: Donno (M5s) esce in carrozzina

Il grillino Leonardo Donno è stato aggredito dai parlamentari di destra, in particolare dal leghista Igor Iezzi

Un momento della rissa alla Camera, Roma, 12 giugno 2024. Una rissa tra parlamentari e' scoppiata nell'aula della Camera durante la discussione dell'autonomia differenziata e il deputato del movimento cinque stelle, Leonardo Donno, che stava cercando di dare una bandiera tricolore al ministro Calderòli, è stato colpito ed è caduto a terra. Subito dopo e' stato portato via dall'aula in carrozzina. Secondo quanto riferito da Marco Grimaldi di Avs, a strattonare e colpire il pentastellato Donno sarebbe stato un deputato leghista, nel parapiglia delle proteste. ANSA/MASSIMO PERCOSSI
Un momento della rissa alla Camera, Roma, 12 giugno 2024. Una rissa tra parlamentari e' scoppiata nell'aula della Camera durante la discussione dell'autonomia differenziata e il deputato del movimento cinque stelle, Leonardo Donno, che stava cercando di dare una bandiera tricolore al ministro Calderòli, è stato colpito ed è caduto a terra. Subito dopo e' stato portato via dall'aula in carrozzina. Secondo quanto riferito da Marco Grimaldi di Avs, a strattonare e colpire il pentastellato Donno sarebbe stato un deputato leghista, nel parapiglia delle proteste. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Le due riforme del centrodestra, premierato e autonomia, compiono un passo avanti verso l'approvazione, ma in un clima ad alta tensione, che culmina con una rissa alla Camera con un deputato pentastellato forse colpito da un leghista e portato fuori dall'Aula in carrozzina. Che i nervi siano a fior di pelle lo si capisce quando il deputato leghista Domenico Furgiuele fa il segno della X Mas rivolgendosi ai banchi delle opposizioni che ostentano il tricolore e cantano 'Bella ciao’.

Un anticipazione di quanto poco dopo si scatenerà: il deputato Donno cerca infatti di consegnare un tricolore al ministro Calderoli subito protetto dai compagni di partito. E immediatamente si scatena una maxi-rissa a fatica domata dai commessi.

A farne le spese è lo stesso Leonardo Donno, finito a terra e minacciosamente circondato anche da altri parlamentari della maggioranza. Poi portato via in carrozzina. Uno scontro impressionante le cui immagini sono circolate sul web.

Ecco il video della rissa in Aula per l'Autonomia

Le due versioni

Tornata la calma iniziano le accuse reciproche. Donno annuncia di stare bene dopo un elettrocardiogramma spiegando la dinamica: «Ho preso un pugno che mi ha sfiorato la faccia dal deputato Iezzi, altri ci hanno provato come Mollicone, Candiani. Poi sono arrivati tanti altri, i commessi....io sono crollato, sentivo male al petto e facevo fatica a respirare».

Il leghista Iezzi invece smentisce ma non del tutto: «Ho provato a dare cazzotti, ma non l'ho colpito. Donno ha tentato di aggredire Calderoli e ho reagito. Io mi allontano e lui dopo cade come una pera. Andrebbe condannata la sua sceneggiata».

Acquisiti i filmati dal presidente

La verità è ora all'esame del presidente della Camera Lorenzo Fontana. Dopo la bagarre, infatti, è stata immediatamente convocata la conferenza dei capigruppo della Camera. E sono stati acquisiti dalla presidenza i filmati per accertare nella loro interezza i fatti e adottare ulteriori provvedimenti. Nel frattempo questa sera i lavori sono sospesi. La ripresa dei lavori è prevista domani alle 9.30.

Le reazioni

«Siamo arrivati alle violenze dai banchi della maggioranza Meloni. Hanno aggredito il nostro Leonardo Donno perché ha portato il tricolore al Ministro Calderoli, perché diciamo no alla secessione dell'Italia firmata Meloni, Salvini e Tajani. È uscito in barella dalla Camera dei deputati. Giù le mani da noi, giù le mani dal nostro tricolore. Non passerete. Vergogna». Lo scrive sui social pubblicando il video della rissa il leader dei 5 stelle, Giuseppe Conte.

«Non è possibile riprendere i lavori in questo clima di crescente violenza verbale e addirittura fisica». L'ha detto la segretaria del Pd e deputata Elly Schlein fuori da Montecitorio. «Prima l'intimazione a star zitta alla nostra deputata Braga - ha aggiunto - poi un deputato espulso per aver fatto 3 volte il segno della Decima mas e infine un'aggressione violentissima con pugni sulla testa. Sono cose che a pochi giorni dalla cerimonia per i cent'anni dall'omicidio di Matteotti, in quest'aula non si devono vedere e non si possono vedere. Non pensino di fermare i nostri diritti di opposizione contro le riforme con cui stanno spaccando l'Italia e stravolgendo la costituzione», ha concluso.

«La misura è colma, i pugni in aula sono inaccettabili, la maggioranza di destra ha oltrepassato la linea rossa». Così l'ex presidente della Camera, Laura Boldrini, che sottolinea: «Negli anni in cui ho avuto l'onore di presiedere la Camera - sottolinea Boldrini - non sono di certo mancate occupazioni dell'Aula, proteste e scontri anche accesi delle opposizioni. Quanto accaduto oggi però va oltre, prendere a pugni un collega in Aula è gravissimo, a 100 anni dalla morte di Matteotti assistiamo nuovamente a atteggiamenti intimidatori e violenti da parte di alcuni esponenti della destra che hanno colpito fisicamente un deputato dell'opposizione. Una grande preoccupazione».

Interviene anche Nicola Zingaretti, deputato e neo parlamentare europeo: «Un deputato della Lega mima il simbolo della X Mas in Aula e torna la violenza squadrista nel Parlamento. Le opposizioni sventolano il tricolore in Aula. 12 giugno 2024 e non 1924. Mobilitiamoci ovunque per difendere l'Unità d'Italia».

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