Da operaio immigrato a titolare con trecento dipendenti: la storia di Naji

Abderrahim Naji ha 59 anni, è in Italia da 37. Vive nel Padovano, a Piazzola la sede la sua azienda Cs Stampi che fattura oltre 30 milioni di euro. L’imprenditore ha ottenuto il premio Piano Mattei Africa di Simest e Farnesina: «Conferma l’importanza dei rapporti tra Marocco e Italia in ambito economico»

Paola Pilotto
Abderrahim Naji nella sua azienda
Abderrahim Naji nella sua azienda

 

Da operaio immigrato arrivato in Italia negli anni Ottanta a imprenditore alla guida di un gruppo industriale che dà lavoro a oltre 300 persone e supera i 30 milioni di fatturato. In mezzo ci sono quasi quarant’anni di lavoro, una fabbrica rilevata dopo averci lavorato da dipendente, investimenti, crescita internazionale e un legame mai interrotto con il Paese da cui era partito.

È la storia di Abderrahim Naji, l’imprenditore italo-marocchino di 59 anni che nei giorni scorsi ha ricevuto a Roma il riconoscimento “Piano Mattei Africa” nell’ambito di “Visioni Made in Italy”, il progetto promosso da Simest in collaborazione con la Farnesina. La sua azienda Cs Stampi è stata premiata per il docufilm “Oltre il Confine”.

«Sono particolarmente orgoglioso di questo premio», afferma Naji, «che rappresenta una storia di eccellenza imprenditoriale marocchina e testimonia la forza dei legami tra il Marocco e l’Italia. La mia è l’esperienza di un marocchino che ha trovato in Italia l’opportunità di creare un’impresa, generare occupazione e contribuire allo sviluppo industriale, mantenendo un forte legame con il proprio Paese e con i valori delle proprie origini».

L'imprenditore ritira il premio a Roma
L'imprenditore ritira il premio a Roma

Naji è nato in Marocco nel 1967 ed è arrivato in Italia a 22 anni in cerca di lavoro avendo prima girato mezza Europa. Aveva iniziato gli studi universitari di fisica e chimica a Marrakech, ma le difficoltà economiche lo avevano costretto a interromperli. Nel 1989 prende un treno dalla Svizzera. Si addormenta e si risveglia a Padova. Nel Veneto trova lavoro e poco dopo entra nella Cs Stampi, azienda manifatturiera di Piazzola sul Brenta che si occupa dello stampaggio di materiale plastico e della costruzione di stampi per l’industria automobilistica ed elettrodomestica.

Ci lavora come dipendente per otto anni. «Ho imparato il mestiere lavorando in quella fabbrica e poi ho deciso di scommettere su me stesso», racconta Naji. Nel 1997 decide di rilevare proprio quella società.

Naji investe nell’azienda, procede con l’informatizzazione, rinnova i macchinari e amplia gli spazi produttivi con uno stabilimento a Grantorto. La piccola realtà cresce, aumenta la capacità produttiva e si apre ai mercati esteri. Nel 2015, quando riceve il MoneyGram Award come «Imprenditore dell’anno», CS Stampi aveva già raggiunto un fatturato di quasi 7 milioni di euro e 33 dipendenti.

Oggi Naji è alla guida di CS Stampi e di Brenta Group, gruppo industriale con sede a Molvena (VI), che opera nel settore degli stampi e dello stampaggio di componenti in plastica. Complessivamente sono oltre 300 le persone che lavorano nelle diverse realtà del gruppo, il cui fatturato supera i 30 milioni di euro, con una presenza sempre più forte sui mercati esteri.

Piazzola rimane il punto di riferimento di questa storia. Qui Naji ha costruito la propria famiglia, ha ottenuto la cittadinanza italiana e ha fatto crescere l’impresa. Un legame con il territorio che convive con quello, altrettanto forte, con il Marocco, dove sono le sue origini.

È proprio questo doppio legame a dare un significato particolare al riconoscimento ottenuto. “Visioni Made in Italy” nasce per raccontare le imprese italiane e la loro capacità di competere sui mercati internazionali.

La storia di Naji sembra quasi chiudere un cerchio: il giovane, arrivato in Italia alla ricerca di un lavoro, oggi è un imprenditore che vede la propria vicenda premiata da un’iniziativa sostenuta dalla Farnesina. E se nel 2015 era stato premiato come imprenditore dell’anno, oggi quel riconoscimento è una nuova tappa di un percorso che non si è fermato. Da allora sono cresciuti l’azienda, il fatturato e la dimensione internazionale. È rimasto lo stesso punto di partenza: una fabbrica del territorio e la scelta, quasi trent’anni fa, di scommettere su se stesso.

 

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