Senza acqua in camera, cliente contro l’hotel a 5 stelle a Venezia
Lavori di ristrutturazione al piano nobile del palazzo, niente acqua dai rubinetti e per i servizi igienici in camera, stanza assegnata diversa da quella pattuita: vacanza da incubo in una struttura in zona Accademia per un professionista che chiede il rimborso di tre giorni in royal suite e per questo si è rivolto all’Adico

Albergo veneziano a cinque stelle contestato da cliente insoddisfatto. Il caso riguarda un albergo vicino al ponte dell’Accademia contestato da un professionista della zona che - racconta - aveva prenotato a settembre una camera Royal Suite ed ora si è affidato all’associazione dei consumatori Adico per ottenere un risarcimento.
«Non facciamo il nome della struttura fino a risoluzione del contenzioso», dicono da Adico. «L’uomo per tre giorni di permanenza ha bonificato anticipatamente i tre giorni pattuiti per una spesa superiore ai 1.500 euro. Secondo quanto raccontato all’Adico dal diretto interessato (che chiede ora il rimborso di quanto pagati e i danni patrimoniali e non patrimoniali per i disagi personali patito per un importo complessivo di quasi 2.300 euro) si sono verificati vari disservizi.
Il check in sarebbe partito subito male perché non gli sarebbe stata assegnata la stanza pattuita, la Royal Suite». E ancora «il professionista non sarebbe stato informato dei lavori di ristrutturazione sul piano nobile. Proprio l’inatteso cantiere avrebbe impedito di consumare colazione e aperitivo nella struttura, pur essendo compresi nell’offerta. L’alternativa proposta si è rivelata, sempre secondo il diretto interessato, inadeguata, disagevole e non, conforme agli standard richiesti. Dulcis in fundo, l’uomo denuncia che in uno dei tre giorni di soggiorno si è registrata la totale interruzione dell’acqua corrente sia dai rubinetti che nei servizi igienici. Alle proteste, il personale avrebbe risposto offrendo due bottigliette d’acqua».
L’hotel veneziano ha ribattuto punto su punto e l’Adico ne cita le risposte. «Non è vero che la sistemazione assegnata fosse difforme da quanto validamente e specificamente pattuito scrive il legale dell’hotel – né che l’indicazione commerciale “Royal Suite” comportasse, in assenza di una specifica clausola contrattuale, l’obbligo di collocazione della camera a un determinato piano».
E ancora: «Non sussistono i presupposti per la restituzione integrale dell’importo di euro 1.544, che il cliente ha corrisposto per un soggiorno» usufruito fino al 29 settembre 2026. Ancora, la «temporanea indisponibilità di alcuni servizi o spazi della struttura non ha determinato, nei termini prospettati, una violazione essenziale del contratto. E non è vero che si sia verificata una totale e permanente indisponibilità dell’acqua e dei servizi igienici per l’intero periodo indicato» e «neppure che la struttura abbia rifiutato di prestare assistenza o di adottare misure ragionevoli per fronteggiare eventuali inconvenienti segnalati».
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