Se un robot sale sul palcoscenico
L'esperimento teatrale di Paolo Bandiera: un pas de deux meccanico

Avoler semplificare, si potrebbe parlare di «pas de deux» tra un robot e una ballerina, ma giustamente Paolo Bandiera, l'autore del progetto, avrebbe a che ridire. Perché l'esperimento artistico proposto il 28 luglio scorso, allestendo un piccolo teatro nei magazzini della Rea, una azienda di Veggiano specializzata in robotica, ha tutt'altro intento. «L'idea - racconta lo scenografo padovano, direttore di scena degli spettacoli di Alessandro Gassman - viene da lontano, dagli scritti di Pietro Gonzaga, il padre a fine settecento della moderna scenografia. Facendo la tesi su di lui sono rimasto colpito dalla sua osservazione sul piacere che lo spettatore prova, ne veder muovere le scene. Ecco io ho pensato che la robotica può aprire al teatro grandissime possibilità in questo senso e con la mia performance provo a battere questa strada». E lo fa usando una ballerina ed un braccio meccanico che si muove come un potentissimo braccio umano. «All'inizio della performance - racconta Bandiera - il braccio e la ballerina saranno divisi da un velario ed ognuno esplorerà da solo lo spazio che gli sta intorno, ma questo è solo il primo passo. In un secondo tempo il braccio e la ballerina cominceranno ad interagire, il braccio sposterà degli oggetti, per esempio una sedia, un tavolo e la ballerina comincerà ad usare questi oggetti, a trovare uno spazio comune col braccio meccanico». Ma l'idea è di andare ancora un po' più in là. «Il braccio è come se fosse il regista dello spettacolo - spiega Bandiera- è quello che propone delle cose all'artista e questi poi le realizza. Ma alla fine il braccio arriverà anche a sollevare la ballerina, a farla girare, raggiungendo un contatto diretto». Ma accanto a questo braccio meccanico ne agiranno anche altri. «All'inizio della performance - spiega Bandiera - ci sarà semplicemente il magazzino, dei grandi teli a terra, dei bracci meccanici. Poi questi bracci meccanici solleveranno i teli, creando un vero e proprio teatro, in cui si svolgerà la performance». Ad assistere, su invito, è stato un pubblico scelto di una trentina di invitati, ma il tutto è stato anche ripreso e reso visionabile. «Ho detto anche ad Alessandro Gassman che non doveva perderselo - dice Bandiera - così come altri artisti, scenografi, la Presidente dello Stabile, perché quello che io voglio far capire, e la Rea che mi ha messo a disposizione i bracci lo ha capito subito, è che esiste una grande potenzialità in questo campo, che la robotica può essere utilizzata anche per qualcosa di diverso dalla produzione industriale, può diventare per esempio una grande risorsa per il teatro dando ai movimenti delle scene una fluidiatà e una potenzialità che oggi non hanno». E quindi questo primo spettacolo è stato veramente una sperimentazione. «In altre parti del mondo si sta movendo qualcosa in questa direzione - dice ancora Bandiera - ma nessuno ha realizzato un progetto come il mio». In effetti i bracci meccanici della Kuka, gli stessi che userà Bandiera, sono stati usati per balletti meccanici, per interagire giocosamente con gli uomini, ma non ancora in forma artistica compiuta. «Questa performance - dice Bandiera - resterà un unicum, per il momento, non potrò ripeterla da altre parti, ma spero apra strade che finora nessuno ha ancora immaginato. E personalmente mi piace provare cose nuove; in questa occasione ovviamente mi avvalgo dei tecnici per la programmazione dei movimenti, ma vedo che sono strumenti con i quali si può imparare a lavorare».
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova
Leggi anche
Video








