Rubava dai conti correnti, il bancario infedele patteggia due anni

ESTE. Si chiude con un patteggiamento l’intricata vicenda di Stefano Berton, l’ex funzionario della Banca di credito cooperativo di Sant’Elena accusato di appropriazione indebita nei confronti di alcuni clienti dell’istituto. Ieri mattina in tribunale a Este è stata accolta la proposta di patteggiamento avanzata da Stefano Fratucello, legale di Berton, al pubblico ministero Paola De Franceschi. L’ex bancario ha patteggiato una condanna a due anni di reclusione (la pena è stata tuttavia contestualmente sospesa) per il reato di appropriazione indebita. Gli altri reati, tra cui quello di truffa, sono invece andati in prescrizione in quanto eventualmente commessi prima del 2006.
La vicenda di Stefano Berton, che oltre a essere uomo di riferimento nella Bcc di Sant’Elena era pure capogruppo nel consiglio comunale atestino del Partito Democratico, era iniziata nel 1998: da allora, fino all’ottobre 2010, l’ex funzionario era riuscito ad intascare una cifra tra i 2 e i 4 milioni di euro, prelevando i ricavi degli investimenti di alcuni clienti storici. Per farlo, era arrivato a falsificare ricevute e documenti usando la carta intestata della Bcc. Quando l’affare era emerso, Berton si era “difeso” sostenendo che le somme venivano puntualmente destinate a una cinquantina di famiglie bisognose del territorio. Nessuna di queste, tuttavia, si è mai fatta viva con le autorità e le forze dell’ordine.
Dove siano finiti quei soldi resta ad oggi un mistero, e lo stesso Berton non è mai voluto intervenire ufficialmente sulla questione. In tutto le famiglie gabbate sarebbero state quattro. Nessuno dei truffati ha voluto tuttavia procedere legalmente contro la banca, anche perché nel maggio scorso l’istituto di Sant’Elena ha fatto sapere di aver chiuso gli accordi con i danneggiati, rimborsando complessivamente 3,3 milioni di euro. Il legale di Berton si dice soddisfatto della decisione sancita ieri dal tribunale atestino. Teoricamente, infatti, il giudice avrebbe potuto opporsi al patteggiamento, anche se questo avrebbe significato far slittare il processo davanti a un nuovo giudice con una ulteriore perdita di tempo. Le motivazioni che hanno determinato l’accoglimento del patteggiamento non sono ancora note e saranno depositate solo entro i prossimi 15 giorni.
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