Quello sparo ha ucciso il Nordest

Lo sparo in fabbrica che mercoledì mattina ha colpito Egidio Maschio non ha ucciso solo l’imprenditore di successo di Campodarsego, che molti ammiravano e altri invidiavano. Quello sparo “ha ucciso” un’intera generazione di imprenditori come Maschio stesso che era il modello veneto fatto persona. Era l’operaio che con tenacia, grinta, determinazione e una bella dose di faccia tosta è salito sull’ascensore sociale.
Un ascensore preso non attraverso le rivendicazioni di categoria e le lotte collettive, ma forgiando il proprio destino con la stessa sapienza con cui aveva imparato a saldare i trattori alla Carraro. Era l’ex contadino già semi-emancipato operaio, che non si riconosceva neppure nella nuova classe in cui era entrato a far parte. Egidio e i fratelli, come millanta famiglie venete del tempo, non volevano più stare sotto paròn. Tra i contadini veneti, abituati com’erano a piegare il capo di fronte alla Serenissima come alla Chiesa, davanti agli austriaci come ai fascisti e che in gran parte subirono la Resistenza, per spingere poi in massa il carro democristiano guidati dai preti, quella volontà diffusa di indipendenza, sgorgata dall’anima, e non certo da una tradizione ancestrale, diventò il seme di un boom economico che non ha paragoni nella storia.
Così Maschio che non voleva più stare “sotto” Carraro, non per odio o per rabbia, ma perché non si sentiva da meno, cominciò a fabbricare nella stalla rimasta vuota, i primi prodotti, cominciando dai sedili per le seminatrici, per poi coinvolgere altri operai che sapevano fare (know how), alcuni dei quali accettarono la loro sorte come ineluttabile, altri intrapresero strade proprie, come Maschio.
E fu il lavoro. Lavoro dopo quello in fabbrica, lavoro di sabato e la festa, di notte e all’alba, propensione questa sì ancestrale, perché la terra e le bestie mangiano e bevono e vanno munte sempre, Natale e Pasqua compresi.
Gente che sapeva parlare solo e soltanto dialetto e che quello ha continuato a parlare. Che si sputava sulle mani quando faceva un affare e così ha continuato a fare. Che ha scoperto l’America, l’Australia, la Francia, la Germania, la Cina e l’India, ma non era mai stata un giorno al mare prima di comprarsi lo yacht. E che ha imparato quattro-parole-quattro di inglese, di arabo e di russo ma non l’italiano.
Gli uomini come Maschio, ma la mente corre ai Del Vecchio, ai Benetton, ai De Longhi, ai Doimo, solo per citare i più noti, hanno trasformato la nostra regione nella punta di diamante del Paese. E poi si sono fermati. E insieme a loro s’è fermato il Nordest. E s’è fermato il Paese.
La “rivoluzione del capitalismo popolare” è finita. Una rivoluzione pacifica come poche, ma che come tante rivoluzioni ha fatto il proprio tempo. Il capitalismo popolare, e familiare a un tempo, non ha saputo tenere il passo. La finanza, la complessità dell’economia globale, la recessione, l’ambizione e la crescita esponenziali, non più accompagnate dalle dovute competenze, si sono rivelate i piedi d’argilla dei giganti del Nordest. Qualcuno ha saputo allora fare un passo indietro, pochi, cedendo l’attività. Altri, come i Benetton, di fatto, hanno diversificato il business trasformandosi in finanzieri. Pochissimi, Luxottica, sono riusciti a trasformarsi in società di tipo manageriale, qualcuno, De’ Longhi, sta compiendo il difficilissimo passaggio generazionale. Moltissimi, Doimo, si sono inabissati con le loro creature.
Egidio Maschio, l’uomo che si era fatto da sé che parlava solo in dialetto, che aveva costruito un gruppo da duemila dipendenti che conosceva uno per uno e ai quali dava del tu, che dava a tutti un’opportunità, dimostrando un’umanità e una magnanimità di stampo paternalistico, aveva scoperto di aver finito il proprio tempo. Aveva capito che non sarebbe più stato in grado di governare la nave come sapeva fare da sempre. Aveva dovuto piegarsi a delegare il potere ai manager. Aveva capito che non avrebbe più potuto fare quello che voleva nella “sua” azienda. Egidio Maschio aveva capito che il ’900 era finito e che lui nel nuovo millennio stava diventando un uomo inutile. Ha scelto la fabbrica per morire, come Burt Lancaster la stalla in “Novecento”. Ma con quel fucile Maschio non ha ucciso solo stesso. Quello sparo in fabbrica ha ucciso il modello veneto. Ha ucciso il Nordest.
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