Ceravolo, ecco la strada per salvare il pianeta

PADOVA. Il libro di Domenico Ceravolo «Il senso di marcia e la speranza», 600 pagine tra politica, scienza e evoluzione culturale, con 900 citazioni, è un «folle volo al di là delle colonne d’Ercole del mondo e della sua tessitura», per dirla con le parole di Edoardo Boncinelli, autorevolissimo genetista italiano, che ne ha curato la prefazione. Ceravolo, biologo, è stato deputato per tre legislature negli anni Settanta e parlamentare europeo comunista alla confluenza del Psiup nel Pci. Che cosa si propone questa sua bibbia laica, profetica e disincantata? Ricucire la lacerazione tra la visione dei dotti e quella del popolo. E lancia un messaggio chiaro: i grandi eventi climatici e le crisi economiche sono i moderni «big bang» del pianeta, che impongo misure coraggiose e tempestive. Invece, per bloccare la produzione e il commercio del prodotti spray Cfc e il buco dell’ozono ci sono voluti 30 anni. Si tratta di convincere gli uomini che si è aperto un nuovo orizzonte della conoscenza, che le grandi scoperte scientifiche oggi sostituiscono quello che una volta si chiamava destino, che la logica della scienza sperimentale fondata da Galileo, ha fatto tabula rasa della mitologia, ha cancellato pregiudizi e leggende. Colpi d’ariete allo status quo, alla fisica classica, alla geometria euclidea, all’estetica del rapporto causa-effetto (nel mondo misterioso delle particelle a volte l’effetto precede la causa), sono stati sferrati dal principio universale dell’evoluzione di Darwin, dal concetto di relatività di Einstein, dall’infinito e dall’eterno che sono le chiavi di volta dell’Universo. Ciò comporta un nuovo sentire, una nuova scala di valore dei problemi, mette fuori gioco la politica com’è intesa oggi, captatio benevolentiae o ricatto o violenza per la conquista del consenso. Una nuova cultura, quella processuale, è la descrizione e la comprensione di tutto ciò che si vede di nuovo. Il progresso delle neuroscienze ci ha permesso di capire l’architettura del cervello, come funziona, come seleziona emozioni, comprensione intellettuale, attingimento nei magazzini della memoria. La realtà è qualcosa di molto complesso: ci sono limiti allo sviluppo come ha illustrato brillantemente Aurelio Peccei, lo stato di equilibrio si può rompere e la caduta nel caos è una conseguenza naturale: il terremoto, lo straripamento di acque tumultuose, tutta quella serie di fenomeni estremi legati al cambiamento del clima, al surriscaldamento dell’atmosfera, all’inquinamento dell’aria, costituiscono la lista d’ombra legata a uno sviluppo squisitamente antropico. Prendi l’inquinamento dell’aria: ormai le polveri sottili lambiscono le vette dell’Himalaya, i tornado, catastrofi delle pianure americane, sono arrivati a Venezia; la linea della palma si è spostata a nord, in pianura padana. Abbiamo superato la dead-line del non ritorno o c’è ancora speranza di raddrizzare il pensiero degli uomini e di innescare un nuovo stile di vita più rispettoso della casa che ci ospita?
Aldo Comello
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