“Padova Accoglie” si mobilita per un'iniziativa a settembre

PADOVA. E c’è chi dice «no». No al Veneto cattolico che «in questo periodo sta mostrando tutta la sua intolleranza verso i migranti». Ultimo, l’episodio di Bagnoli.
«Un Veneto talmente legato ai valori dell’accoglienza espressi dal Vangelo che il “ero straniero e mi avete accolto” è diventato “paròni a casa nostra”. No agli amministratori che dovrebbero occuparsi delle questioni pubbliche (tutte) per il bene collettivo e invece stanno lavorando solo per creare il "degrado"perché Zaia e i sindaci leghisti abbandonando i richiedenti asilo a se stessi, fingendo che non esistano, non fanno altro che spingerli nelle mani della criminalità organizzata, dallo spaccio alla prostituzione». Sono stralci del documento con cui “Padova Accoglie” promuove in settembre un’assemblea regionale per definire percorsi comuni e una comune opposizione alla «dilagante deriva razzista». In poche ore il documento ha raccolto parecchie adesioni; tra le primissime: la cooperativa Percorso Vita di don Luca Favarin, che ha aperto la strada alla microaccoglienza; Beati i Costruttori di Pace di don Albino Bizzotto; Padova 2020; Associazione studenti universitari (Asu); Rifondazione Comunista regionale; Comitato Padova con Tsipras; Manifesto di Padova senza razzismo; Razzismo Stop; Act agire costruire trasformare, Casa don Gallo e Fiom.
La loro idea concreta è «un’accoglienza gestita a step, innanzitutto con la creazione di "piccoli" hub provinciali destinati ad accogliere le richieste e a smistarle nelle diverse strutture di accoglienza, le quali necessariamente non possono che lavorare nell'ottica della micro accoglienza».
«Padova Accoglie apre le proprie porte a tutte le associazioni, singoli cittadini, realtà che operano nel campo della migrazione o che semplicemente credono che una Padova, un Veneto, un'Italia, un'Europa accogliente possano esistere, così come un'accoglienza degna», scrivono nel presentare l’iniziativa di settembre; «per chi vuole condividere ed essere partecipe di un percorso in questa direzione in vista di una assemblea regionale al fine di costruire importanti momenti di pressione verso chi sta facendo delle nostre terre un deserto di valori e uno sfascio sociale. Per contattarci», concludono «l’indirizzo mail è padovaaccoglie@gmail.com».
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