Atti sessuali su una 17enne, due anni al profugo molestatore

Condannato Yaya Krubally, arrivato via Lampedusa dopo aver attraversato il Mediterraneo su un barcone. Avrebbe importunato altre due ragazze
Yaya Krubally
Yaya Krubally

VEGGIANO. È stato condannato per atti sessuali nei confronti di una 17enne a 2 anni e 2 mesi di carcere, oltre all’interdizione perpertua dai pubblici uffici, l’aspirante profugo Yaya Krubally, classe 1993, approdato a Lampedusa dopo aver attraversato il Mediterraneo a bordo di un barcone e ospitato all’hotel Miravalle di Montegalda nel Vicentino prima di finire dietro le sbarre del carcere di Verona, dove si trova tuttora. La sentenza è stata pronunciata dal gup Cristina Cavaggion nell’ambito di un giudizio abbreviato che prevede, per legge, la riduzione di un terzo della sanzione finale. Krubally, presente in aula, era difeso dall’avvocato Alberto Di Mauro.

È il pomeriggio del 19 agosto scorso quando lungo una strada di Veggiano l’immigrato, che gira in sella a una bicicletta sconfinando spesso nel Padovano, incrocia una ragazzina, 17 anni compiuti da un mese: le chiede il nome e lei risponde, poi la blocca, l’abbraccia e passa a palpeggiamenti e “carezze” più pesanti e sgradite. Tenta pure di baciarla, strusciandosi addosso con le parti intime, finché lei riesce a sfuggire a quella morsa per tornare a casa e avvertire il padre. Che, accompagnato dalla figlia, si mette subito a caccia del profugo, da vero investigatore: la ragazza lo riconosce nel territorio comunale di Montegalda, il padre lo ferma e chiama il 112. E i carabinieri, giunti sul posto, lo arrestano.

C’è una stranezza mai chiarita tanto che il difensore Di Mauro, in aula, ha negato il reato spiegando che i due si conoscevano: al momento dell’arresto l’africano aveva in tasca un biglietto con nome e cognome della giovane e il paese di residenza.

Lo stesso pomeriggio Krubally avrebbe importunato una diciottenne, sempre residente nella zona di Veggiano, che non ha mai presentato denuncia. Tuttavia il 21 agosto c’è una nuova querela stavolta firmata da una vicentina (maggiorenne) che si presenta nella stazione dei carabinieri del capoluogo berico: avrebbe riconosciuto lo straniero grazie alle foto publicate sui giornali. Secondo il suo racconto, alcune settimane prima Krubally – registrato con vari alias tra cui Karl Marx, generalità che aveva indicato come propria il 31 maggio 2015 quando sbarcò a Lampedusa – aveva tentato un approccio sessuale pure con lei, ma era riuscita a respingerlo. L’inchiesta è ancora in corso da parte della procura di Vicenza, competente per territorio.

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