Il pianista della Costa Concordia

Lui era lì quella sera. Per l’esattezza sul ponte 5, al bar Vienna, a poppa della Costa Concordia che passava troppo vicina alla costa dell’Isola del Giglio. E suonava, Antimo Magnotta, perché quello...

Lui era lì quella sera. Per l’esattezza sul ponte 5, al bar Vienna, a poppa della Costa Concordia che passava troppo vicina alla costa dell’Isola del Giglio. E suonava, Antimo Magnotta, perché quello faceva di mestiere: pianista sulle navi da crociera. Una sera drammatica, un incidente che ha spezzato in due non solo la chiglia della nave (con le conseguenze tragiche che conosciamo) ma anche la vita di Antimo. «Avrei potuto salire a bordo di un’altra nave – racconta -, ma non aveva più senso. Ho sentito il bisogno di ricominciare altrove». Altrove è Londra, dove Antimo arriva dopo mesi difficili, senza pace, senza sonno («Avevo nella testa le grida dei passeggeri, dormivo non più di un’ora per notte»). Lì presenta un curriculum “ritoccato” e comincia a fare il cameriere al Victoria and Albert Museum: «Avevo bisogno di ripartire daccapo, di fare fatica». Dopo qualche mese chiede al “manager” di fargli fare una prova al pianoforte. La ottiene e ora è il pianista “residente” di uno dei più famosi musei londinesi.

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