Sciopero della carne all’Istituto Alberti: «Gli allevatori sono crudeli»

Insolita protesta di un’intera scuola ad Abano contro chi maltratta gli animali per interessi economici. Lo spunto da una puntata di "Report"

ABANO TERME. Un giorno di sciopero con astinenza dal consumo di carne per dare forza a una campagna di sensibilizzazione contro le condizioni inaccettabili in cui vivono gli animali negli allevamenti intensivi. Vegani per protesta, insomma. L'iniziativa, in programma domani, è dell'Istituto Alberti di Abano Terme. Domani mattina, dalle ore 10.10 alle 12, nell'aula Magna dell'Istituto, il dottor Angelo Bianco, terrà una conferenza sul tema «Mangiar carne oggi...».

I rappresentanti degli studenti dell'Istituto Alberti (Itc e liceo), turbati dopo aver visto (e commentato) la puntata di Report andata in onda su Rai 3 il 29 maggio scorso, hanno deciso di proporre a tutti gli utenti dell'Istituto, ovvero a studenti, genitori, docenti e personale, una giornata di astinenza dal consumo di carne per sensibilizzare l'opinione pubblica sia sui rischi connessi alla crescente resistenza dei batteri agli antibiotici, causata dall'uso indiscriminato degli stessi presidi medici, sia sulle condizioni inaccettabili in cui vivono negli allevamenti intensivi gli animali che poi finiscono sulle nostre tavole.

«È in gioco la nostra salute ed è in gioco un aspetto della nostra civiltà nel momento in cui gli interessi meramente economici ci portano a trattare altri esseri viventi con una crudeltà inaudita e non umana», spiega il dirigente scolastico dell'Istituto Alberti di Abano, Michele Moscardi. «Chi opera in questo modo deve essere consapevole della nostra contrarietà di cittadini e consumatori consapevoli. Per questo invitiamo tutti a non mangiare carne domani. È un piccolo segnale, che, per noi, significa diventare coscienti che il mondo è e sarà come lo costruiremo noi e che nostra sarà la responsabilità di ciò che non funzionerà».

Il preside è convinto che l'iniziativa avrà un discreto riscontro. «Da parte dei ragazzi ho visto la voglia di dare un segnale forte», prosegue Moscardi. «Sono convinto che anche i genitori lo recepiranno. Abbiamo 780 studenti e se solo una cinquantina di famiglie porterà avanti questa iniziativa per noi sarebbe un successo. È uno sforzo che tutti possiamo fare. È logico che se si apre il frigorifero e dentro ci sono due bistecche e un'insalata non si possa chiedere di non mangiare carne, ma se domani si potrà scegliere, il consiglio è di fare uno sforzo e portare avanti questa battaglia. I ragazzi devono provare a cambiare le cose e solo azioni forti e di sensibilizzazione possono scuotere l'opinione pubblica».

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