Ferie «in un posto chic e a sbafo», sms inviato all’ufficiale corrotto

Inchiesta Pantano. Messaggio scritto dalla moglie del colonnello Lasalvia che gestiva la manutenzione negli alloggi militari. Un imprenditore per lavorare regala due viaggi, in Turchia e a Milano Marittima

PADOVA L’entusiasmo traspare chiaro dal tono dell’sms: «Prepara i costumi per Milano Marittima in miniallaoggio! Siamo grandi!» scrive il marito. E la moglie, felice, risponde senza alcuna vergogna: «Non ci posso credere, posto chic praticamente a sbafo... bellissimo!».

Vacanza a scrocco. È il 9 maggio 2012: lui è il tenente colonnello Roberto Lasalvia, lei la moglie. L’ufficiale dell’esercito è tra i 18 imputati del processo noto come “il caso Pantano”, sulla gestione inquinata degli appalti pubblici nel Comune di Padova, in Provincia, nell’Ater della città del Santo e di Venezia oltreché nel V° Reparto Infrastrutture dell'Esercito con sede sempre in città. Qui lavorava Lasalvia – imputato per turbativa d’asta, abuso d’ufficio e corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio – come “capo ufficio” con funzioni di preposto alle fasi procedurali e operative delle gare d’appalto per la manutenzione di alloggi militari. Secondo il pm Federica Baccaglini, l’ufficiale sarebbe stato beneficiato dagli imprenditori finiti sotto accusa, in particolare da Federico Caporello, come raccontano gli sms e le intercettazioni illustrate in aula davanti al tribunale di Padova da uno degli investigatori impegnati nell’indagine nel corso dell’ultima udienza che si è svolta qualche giorno fa prima del rinvio “tecnico” di ieri per il prossimo 5 dicembre.

Viaggio e taxi pagati. Ma non sarebbe stato l’unico viaggio frutto di regalie pagate dagli imprenditori per lavorare.

È Caporello che il 21 luglio 2011 telefona all’amico gestore di un’agenzia di viaggi perché in preparazione c’è una vacanza in Turchia a Bodrun per la famiglia Lasalvia: dalla conversazione – ha spiegato l’inquirente – era emerso come la spesa per la vacanza ammontava 2.930 euro (2.700 per il viaggio e 700 per le valigie). Un prezzo consistente così l’agente di viaggi aveva invitato Caporello a passare da lui con il blocchetto degli assegni. Tre giorni più tardi, sempre Caporello, contatta Lasalvia: la partenza è prevista l’indomani mattina. Nessuna preoccupazione, sarebbe stato lui stesso a fare da tassista per accompagnare tutta la family all’aeroporto di Verona: l’appuntamento è davanti alla casa del militare in via Di Duccio. Sempre il testimone ha ricostruito gli appostamenti effettuati quella mattina quando Caporello, alla guida del suo Mitsubishi Pajero, arriva puntuale. Alle 7.10 tutta la famiglia Lasalvia è già gate dell’aeroporto veronese “Catullo” pronta per il decollo con un charter di Meridiana. Rientro previsto? L’1 agosto. E Caporello non manca neanche quel giorno: alle ore 20, per evitare a Lasalvia inutili spese di taxi, torna di nuovo a prendere i vacanzieri per riportarli a casa. Qualche giorno più tardi la signora Lasalvia invia una mail al titolare dell’agenzia dove Caporello ha saldato il conto. È entusiasta e fa sapere che si sono trovati bene: «Siamo stati da Dio». Caporello conferma: anche a lui aveva epresso la contentezza per l’organizzazione. Ma la felicità della signora è alle stelle l’anno successivo quando, sempre Caporello, regala una breve vacanza di due giorni a Milano Marittima. Una vacanza «a sbaffo» come sottolinea la donna in un sms al consorte. La soddisfazione è tanta che “scappa” pure una “effe” in più.

In aula a dicembre. Ieri imprevisto rinvio: l’ex deputato di Forza Italia, Filippo Ascierto (imputato presente a tutte le udienze), ha trasmesso un certificato medico perché la notte precedente è stato ricoverato per una polmonite.

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