«L’acqua alla De Amicis è sicura»
Il rapporto “Non ce la beviamo” di Greenpeace sulle acque del Veneto aveva allarmato i genitori dei bambini della scuola primaria De Amicis di via Citolo da Perugia: era stata rilevata presenza di Pfas (composti perfluoro alchilici), con soglia di sicurezza rispettata, ma di poco. Acqua potabile, dunque, che non supera i limiti di sicurezza fissati dalla Regione, ma se si volessero considerare i parametri più restrittivi utilizzati in Svezia e negli Stati Uniti più di metà dei campioni di acqua prelevati nelle scuole venete sarebbero oltre la soglia di sicurezza e non sarebbe ritenuta potabile. In relazione all’allarmismo generato dal rapporto di Greenpeace, AcegasApsAmga tiene a precisare in una nota diffusa «che l’acqua che scorre nei rubinetti di Padova, Abano e comuni della nord Saccisica (Brugine, Legnaro, S. Angelo di Piove di Sacco e Piove di Sacco) serviti dalle risorgive di Villaverla è assolutamente sicura, grazie alle oltre 30mila analisi effettuate annualmente dall’azienda e dall’Usl. Riguardo ai Pfas, AcegasApsAmga sta mantenendo sul tema la massima attenzione per assicurare ai padovani un’acqua pienamente controllata e sicura. Ha effettuato controlli fin dalla prima segnalazione della presenza di Pfas nelle acque superficiali e di falda del Vicentino, ripetendoli fino a marzo scorso e inviando i risultati all’Istituto Superiore della Sanità. I valori sono stati ampiamente al di sotto (10 volte più bassi) dei livelli di performance, ma anche inferiori quelli vigenti in altri paesi, Usa e Svezia compresi. Acque sicure, dunque, confermate dal fatto che l’Arpav aveva individuato l’ubicazione della “sorgente principale” del fenomeno di inquinamento in un’azienda della Valle dell’Agno il cui acquifero non ha connessioni idrologiche-idrauliche con le falde a nord di Vicenza (Villaverla) da cui si alimenta l’acquedotto di Padova».
Per quanto attiene le notizie circolate rispetto alla qualità delle acque nella scuola De Amicis, AcegasApsAmga fa sapere che «ha immediatamente provveduto, nei giorni scorsi a campionare (sia al contatore che al rubinetto) le acque del plesso. I risultati, certificati da un laboratorio di analisi autorizzato terzo, confermano la totale sicurezza delle acque, con valori di Pfas del tutto in linea con quelli rilevati negli altri controlli in acquedotto sopra citati. Le acque dunque, non solo sono completamente sicure, ma rientrerebbero ampiamente anche nei limiti di sicurezza dei paesi con livelli di tolleranza inferiori all’Italia. In particolare, le analisi evidenziano la presenza di Pfos in concentrazione pari a 0,003 µg/l (microgrammi/litro), mentre tutte le altre sostanze perfluoroalchiliche ricercate risultano al di sotto del limite di quantificazione strumentale».
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