Mancano saldatori, azienda costretta a rifiutare le commesse

Anche fresatori e tornitori sono figure richiestissime dalle imprese: un'azienda dell'Alta, 45 dipendenti, non può crescere perché non ne trova. Appello di Confindustria ai giovani e alle scuole per coltivare queste professionalità
La Tiemme di San Martino di Lupari
La Tiemme di San Martino di Lupari

CITTADELLA. «Saldatori, fresatori, tornitori, manutentori di carpenteria, presso-piegatori, addetti al controllo numerico sono profili richiestissimi dalle imprese dell’Alta Padovana ma difficili da trovare. La scuola purtroppo non istruisce gli studenti in tal senso, al punto che sono le aziende stesse a doverli formare».

Le parole sono di Luigi Bernardi, presidente di Confindustria Cittadella, dopo l'appello lanciato dai titolari della Tiemme di San Martino di Lupari, costretti a rifiutare nuovi lavori perché i tornitori e i fresatori qualificati sono introvabili. «Sono andato a cercarli anche in Romania. Qui sono già assunti prima di uscire dalle scuole e trovarne con esperienza è, ormai, impossibile. Ecco perché siamo costretti a rifiutare lavori e a rinviare l'ulteriore espansione dell'azienda», dice l'imprenditore Lino Beghin, titolare della Tiemme.

L'azienda opera nel settore della meccanica di precisione, realizzando la componentistica per macchine alimentari industriali, prevalentemente nel settore della pasta. Cerca 5 tra tornitori e fresatori. Secondo Bernardi, la risposta concreta al problema «è la Rete per la Metalmeccanica, il progetto di territorio promosso dalla nostra delegazione che ha l'obiettivo di favorire l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro e la formazione di profili specializzati nella metalmeccanica, in grado di inserirsi subito in azienda.

Un comparto che, nell’Alta, conta 1.684 imprese con 18.265 addetti, pari a un terzo della metalmeccanica provinciale (32,8%) e al 38,3% degli occupati». Secondo Bernardi «siamo legati a vecchie mentalità: grazie agli alti livelli di automazione, fare il tornitore o il fresatore oggi è tutt'altra cosa rispetto a un tempo. E questo messaggio deve essere veicolato agli studenti, ma anche ai genitori fin dalle medie».
 

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