Al Cimitero di Voltabarozzo affiorano ossa abbandonate
Si tratterebbe dei resti di diciassette salme riesumate qualche mese fa. L’assessore Francesca Benciolini: «Fatto gravissimo, subito un sopralluogo»

Non è stato certo un belvedere per i familiari dei defunti che, una settimana fa, si sono recati a portare i fiori sulle tombe dei propri cari sepolti nel cimitero di Voltabarozzo. Nel campo che si trova sul lato sud del camposanto, dove di recente sono state esumate a circa vent’anni dalla sepoltura 17 salme, sono affiorati pezzi di ossa di esseri umani, tra cui una mandibola, una serie di tibie e di peroni ed anche una colonna vertebrale intera.
«La procedura prevista dal Comune è stata rispettata in pieno» sottolinea un addetto di un’impresa funebre. «Il responsabile del settore, in data primo luglio, ha avvisato i familiari delle 17 salme che sarebbero esumate nelle settimane successive, ma i lavori non sono stati effettuati con una vera competenza professionale. Nella maggioranza dei casi i parenti si limitano a telefonare al centralino dei Servizi Cimiteriali una o due volte e, quasi sempre, le proteste non hanno un seguito giudiziario-amministrativo».
L’acquazzone di venerdì ha contribuito a nascondere i macabri resti ma nonostante l’acquitrino che si è formato sul posto si notano ancora pezzi delle bare messe sotto terra 20-25 anni fa e frammenti di ossa. Appena l’assessore competente ai servizi cimiteriali è venuta a conoscenza dei fatti, si è precipitata a Voltabarozzo per un sopralluogo. «Non conosco in profondità l’episodio specifico» osserva l’assessore Francesca Benciolini. «Fatto sta che, assieme al capo-settore competente, dottor Bardelle, dopo una serie di segnalazioni da parte dei cittadini, più o meno analoghe, ho già deciso di effettuare un giro in tutti i cimiteri della città, compreso quello maggiore di Chiesanuova. Siamo stati già all’interno del cimitero di Altichiero e anche in quello di Voltabarozzo. La memoria dei defunti non deve essere mai oltraggiata. Farò sempre il possibile affinché i lavori di manutenzione, sia ordinaria che straordinaria, siano effettuati con la massima competenza professionale possibile».
Felice Paduano
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