Sicurezza, il Comune di Padova schiera 120 vigili

Il piano Fontolan: due squadre di motociclisti e la Sis traslocano in stazione, Arcella e Guizza blindate
FERRO - CONTROLLI E PREVENZIONE POLIZIA MUNICIPALE E POLIZIA DI STATO
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PADOVA. Sedi aperte tutti i giorni all’Arcella, zona San Carlo, e alla Guizza. Vigili appiedati in tutti i quartieri e il reparto motociclisti spostato nella sede di via Liberi a pattugliare il comparto stazione. Scatterà dopo il 20 gennaio la rivoluzione della polizia locale. E verrà completata con il potenziamento della videosorveglianza fino ad arrivare, a fine mandato, a 900 telecamere e una centrale operativa ad hoc solo per la gestione degli “occhi elettronici”.

È il piano sulla sicurezza presentato ieri mattina dal sindaco Sergio Giordani e dal comandante della polizia locale Lorenzo Fontolan, chiamati a riferire davanti alla prima commissione guidata da Luigi Tarzia. «Ho la coscienza a posto – ha tirato le somme il primo cittadino – Padova non è affatto una città pericolosa, salvo le difficoltà in alcune zone difficili. Ma stiamo lavorando sodo e i risultati arriveranno, anche grazie alle azioni dei sindaci che mi hanno preceduto».

Vigili, cambia tutto. In via Tiziano Aspetti, nell’ex Antonveneta a San Carlo diventata sede della polizia locale, si passa da 20 a 30 unità. Sarà una sede operativa con presenza fissa aperta tutte le mattine dalle 8 alle 13 (dopo le polemiche per l’apertura al pubblico molto ridotta in termini di orari). Una sede operativa diventerà anche quella di via Guasti, alla Guizza, inaugurata dall’ex assessore Maurizio Saia nel 2015. Qui si salirà da 14 a 22 persone in servizio così da garantire l’apertura ogni mattina.

Poi c’è il Reparto sicurezza urbana (Sis e cinofili), 20 persone, si sposteranno dalla sede di Prato della Valle a quella di via Liberi, proprio dietro la stazione, in modo da ricongiungersi con la parte investigativa. E in modo da pattugliare da subito il comparto stazione e la prima Arcella. Infine due squadre da 15 persone ciascuna di motociclisti: una per l’area nord della città, l’altra a sud.

Sistema integrato. «È un sistema integrato di copertura del territorio – ha spiegato il comandante Fontolan – Per fare un esempio ci saranno due persone appiedate nell’area di piazzale Azzurri e contemporaneamente due motociclisti che pattuglieranno via Aspetti con compiti di polizia stradale. Questo incrementa la visibilità e la percezione di sicurezza. E chi non vuole essere controllato non passerà più di là».

Una rivoluzione da 120 agenti spostati sul territorio: «Rispetto ad oggi ci saranno 20 unità appiedate in più nei quartieri, e altre 30 unità in più tra i motociclisti – ha sottolineato il comandante – Qualcuno chiederà: e gli altri dove sono? Sono a rilevare gli incidenti, la polizia amministrativa, quella ambientale e edilizia, e infine a occuparsi delle procedure sanzionatorie. Tutti servizi fondamentali della polizia locale».

Il Daspo urbano. Allo studio c’è anche la modifica del regolamento di polizia urbana, anche questo atteso in consiglio entro gennaio. «Stiamo lavorando in sinergia con il questore per individuare le aree in cui è possibile utilizzare il Daspo urbano – ha anticipato Fontolan – Già oggi si può utilizzare in stazione, la Polfer ne fa ampio uso». Il Daspo è una misura introdotta dal decreto Minniti che prevede la possibilità di allontanare da una determinata area della città abusivi, vandali e criminali fino a un massimo di 12 mesi.

Centrale per le telecamere. Capitolo “occhi elettronici”: poche settimane fa la giunta ha approvato lo stanziamento di un milione di euro per installarne altre 250 in oltre cento siti diversi. La previsione è di superare le 900 entro la fine del mandato, nel 2022. Ma come si gestiscono così tante telecamere? «È ovvio che è impossibile guardarle tutte, ma sono in rete con le altre forze dell’ordine. Appena accade un crimine abbiamo i filmati in archivio per sette giorni», ha raccontato il comandante. Fontolan però raccoglie e mette in campo una proposta del suo predecessore, Antonio Paolocci: «Se ci saranno le risorse, una volta installate tutte, penseremo anche ad una centrale operativa ad hoc per la gestione della videosorveglianza. Anche perché quelle che stiamo per installare sono tra le più tecnologicamente avanzate». Nel giro di pochi mesi, ha aggiunto il sindaco Giordani, arriveranno anche le telecamere per sorvegliare il fenomeno del nomadismo dei rifiuti: coloro che dagli altri comuni arrivano a gettare l’immondizia in città per pagare meno Tari: «Le installerà direttamente Hera nei punti più critici – è l’anticipazione data da Giordani – L’abbiamo sperimentato all’Interporto ed ha funzionato bene».

Capitale della droga. Infine il capitolo spaccio, Padova è tra le capitali in Italia. «Dobbiamo rendere la vita difficile agli spacciatore e anche ai consumatori che spesso arrivano a Padova da fuori città – ha concluso Fontolan – Se riusciamo a dimostrare che l’acquirente è anche consumatore scattano sanzioni pesanti ad esempio sulla patente».

«In più stiamo addestrando i due nuovi cani anti-droga – ha concluso Giordani – Quando gli spacciatori vengono arrestati poi sono liberi nel giro di pochi giorni. È meglio sequestrargli le sostanze, così hanno un grosso danno economico. Andranno via da Padova, ne sono certo».

c.malfitano@mattinopadova.it
 

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