Bici pubbliche e senza stalli 6mila due ruote con app e gps

In arrivo 6000 bici “free floating” a Padova. Le due ruote a flusso libero, senza stalli e condivisibili grazie ad una App, arriveranno presto nella città del Santo, dopo essere approdate già a...

In arrivo 6000 bici “free floating” a Padova. Le due ruote a flusso libero, senza stalli e condivisibili grazie ad una App, arriveranno presto nella città del Santo, dopo essere approdate già a Milano, Torino e Firenze. Ieri pomeriggio, il vicesindaco Arturo Lorenzoni ha presentato alla commissione consiliare “Politiche del territorio, dell’Ambiente e delle Infrastrutture” presieduta da Antonio Foresta, il bando per la manifestazione d’interesse a cui potranno rispondere più operatori, a patto che non si superi il numero totale di 6 mila biciclette. Ogni società potrà presentare una proposta che preveda un lotto che va da un minimo di 1000 a un massimo di 3000 biciclette da gestire, e quindi presumibilmente saranno due i gruppi intercettati (meno probabile che manifestino l’interesse in 6 e gestiscano 1000 bici a testa).

Non ci sarà nessun costo per le casse comunali, visto che l’amministrazione ha deciso d’investire nell’operazione solo per guadagnarci in mobilità sostenibile, ma l’introito finirà tutto nelle tasche degli operatori. Le biciclette “free floating” avranno la particolarità di non prevedere lo stallo/rastrelliera, e quindi chiunque le utilizzerà potrà lasciarle dove è più comodo, rispettando però un disciplinare imposto da Palazzo Moroni. Disciplinare che sarà formulato per evitare, almeno in centro, gli accumuli di biciclette attorno ai monumenti o ai palazzi storici. Si tratta del modello introdotto dalla società cinese “MoBike”, che ha ottenuto la convenzione già con i comuni di Milano, Torino e Firenze.

Per poterla utilizzare basterà scaricare l’App (il servizio dovrebbe costare 60 centesimi di euro all’ora), che permetterà di trovare le biciclette in giro per la città attraverso un Gps. Una volta raggiunta, gli utenti potranno sbloccare i lucchetti integrati nel telaio attraverso la scansione del codice QR con la fotocamera del proprio smartphone. Finito di usarla si potrà lasciare dove si vuole, purché non intralci il traffico di pedoni e auto.

Per pagare bisognerà ricaricare l’account periodicamente, come una sim telefonica prepagata. Il costo dovrebbe essere contenuto. A Milano è gratuito per la prima mezz’ora, per poi salire a 50 centesimi per la seconda mezz’ora. C’è però una tessera annuale obbligatoria da 36 euro (è prevista anche quella giornaliera e settimanale). Il principale vantaggio del “free floating” rispetto al classico bike-sharing è rappresentato dalla possibilità di prendere la bicicletta senza dover raggiungere una delle stazioni, magari deviando di qualche centinaio di metri rispetto alla propria destinazione. E in più, non servono rastrelliere, che spesso sono prese di mira dai vandali, e occupano marciapiedi e parcheggi in zone spesso centrali delle città.

Luca Preziusi

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