La badante violenta patteggia tre anni: «È una vergogna»

PADOVA. Schiaffeggiava l’anziana quando tardava a bere, la prendeva a pugni in testa quando aveva qualche indecisione nell’afferrare le posate. Violenze e vessazioni erano state certificate anche grazie al video ripreso dal telefono cellulare di un vicino di casa. La vittima di tutta questa cattiveria era Antonietta, anziana di 86 anni affetta dal morbo di Alzheimer.

La sua carnefice, invece, era la badante di fiducia della famiglia. A un anno di distanza da quei fatti e dall’indagine dei carabinieri di Prato della Valle, Viorica Bujenita, 47 anni, moldava, è stata condannata a tre anni. «Ma è ancora libera. La vedono in quartiere girare spensierata. Vedo le sue foto sorridente sui social. La affideranno sicuramente ai Servizi sociali. È una vergogna», sbotta il figlio Claudio Bertocco, che quasi stentava a crederci un anno fa, vedendo quelle immagini così crude. Era pur sempre la donna che frequentava casa ormai da dieci anni, assistendo giorno e notte l’anziana madre e anche l’altro figlio malato psichico.
Sorridente e rassicurante quando si doveva esibire davanti al figlio di Antonietta, un’aguzzina senza scrupoli nel momento in cui rimaneva sola in casa. Ogni colazione, ogni pranzo e ogni cena si trasformavano in un incubo. Fino a che qualcuno non si è deciso a immortalare questo incubo. È un vicino di casa e una volta in possesso del materiale ha consegnato tutto al figlio Claudio Bertocco, che per lavoro vive in Svizzera, quindi lontano da Padova.
I successivi accertamenti hanno dimostrato un corollario agghiacciante di “comportamenti violenti, vessatori e umilianti”, si legge nel dispositivo del giudice. “Giungendo perfino a tagliare un lembo di orecchio in occasione del taglio dei capelli”. Così hanno trovato una spiegazione anche numerose ferite riportate dall’anziana negli ultimi tempi, che di volta in volta venivano giustificati come “piccoli incidenti”.
«Avevamo chiesto l’applicazione del reato di tortura», racconta Bertocco. «Purtroppo il giudice non ha accolto la nostra richiesta. La pena iniziale di 4 anni e 6 mesi si è ridotta a tre in virtù della scelta della badante di patteggiare. Di conseguenza lei continua con la sua vita tranquilla e io con gli incubi di mio fratello che mi chiede: “Siamo sicuri che non torni?”». —
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