Vuoti d’organico in ospedale e nei servizi sul territorio

Ospedale di Schiavonia: mancano almeno 66 lavoratori tra infermieri e operatori sociosanitari. Ieri davanti al “Madre Teresa” si è tenuto il primo sit-in della Cisl Fp per sensibilizzare i cittadini sulle carenze di personale. L’occasione è stata buona per fare il punto dettagliato di quanti lavoratori manchino, per il comparto infermieristico, ai poli ospedalieri della Bassa padovana.
I NUMERI
La Cisl Fp snocciola numeri precisi: «Dal 18 febbraio al 15 marzo abbiamo svolto nove incontri con i lavoratori di Schiavonia e delle strutture della Bassa. Alla luce dei dati raccolti, e in previsione del piano ferie, oggi in questo territorio mancano 15 infermieri e 8 oss per la copertura delle criticità nell’Area Medica; 7 infermieri, 3 oss e 1 ostetrica per l’Area Chirurgica; 4 infermieri e 5 oss per l’Area Riabilitativa di Montagnana; 4 oss per il Servizio Trasporti; 7 infermieri e 5 oss per il Pronto soccorso; 3 infermieri per la Chirurgia ambulatoriale; 3 infermieri per l’Area Riabilitativa di Conselve, 1 infermiere per il Servizio di Assistenza domiciliare». In totale: 40 infermieri, 25 oss e 1 ostetrica.
RAPPORTI DISATTESI
Il sindacato entra nel dettaglio. È il caso di Medicina C1 (Geriatria, Ortopedia, Nefrologia e Neurologia): «Qui durante il turno d notte i 27 posti letto con pazienti di più specialità sono seguiti solo da un infermiere e da un oss. In Geriatria ad oggi un infermiere segue 14 posti letto: si sfora il rapporto di 1 a 12 previsto dalla normativa. Il personale ci segnala di non poter svolgere le attività previste e di non riuscire ad affiancare il personale di supporto durante il giro di igiene e medicazioni, rallentando così le attività assistenziali. Gli oss si trovano ad eseguire l’igiene di tutti i 26 pazienti senza mai presenza e supervisione degli infermieri».
RIPOSI E FERIE a rischio
Nelle altre due Medicine (C2 e C3) «manca tutto il personale integrativo e basta una sola malattia per far sì che infermieri e oss siano costretti a rientrare da riposi e ferie. Qui sono stati aperti i posti letto bis (aggiunti rispetto ai previsti, ndr), comportando un aumento dei carichi di lavoro e portando i pazienti da 96 a 101, abbassando quindi i minuti minimi di assistenza per gli utenti». Numeri alla mano, la media delle ferie arretrate per i lavoratori delle tre Medicine al 31 dicembre 2018 è di 29 giorni per gli infermieri e di 17 per gli oss.
ELEVATO TURNO OVER
In Area Chirurgica, dove la conoscenza delle procedure è più impegnativa di altri reparti, il turno over è eccessivo: solo nell’ultimo anno se ne sono andati per vari motivi – pensionamenti, licenziamenti, trasferimenti – ben 10 infermieri e la necessità di riorganizzare il servizio a volte ha penalizzato l’assistenza offerta. In Week Surgery e Day Surgery, inoltre, il personale assicura di dover gestire ben più di 34 pazienti totali previsti: contemporaneamente infatti si ricoverano e preparano i nuovi e si dimettono quelli degenti, e poi quelli in “esubero” vengono ricollocati nei regolari letti di degenza.
DISPONIBILITÀ NOTTURNE
L’argomento interessa in particolare il Blocco operatorio del presidio: negli ultimi tre mesi le “pronte disponibilità notturne” sono state in media 9 al mese, con picchi di 12 in caso di malattie. Eppure il contratto nazionale prevede che all’inizio di ogni anno l’Azienda sanitaria predisponga un piano annuale per affrontare le situazioni di emergenza in relazione alla dotazione organica, evitando così l’abuso di “pronte disponibilità notturne” che invece si registra a Schiavonia.
PARCO MEZZI
Tra gli elementi denunciati dalla Cisl Fp c’è anche quello dei mezzi con cui il personale si ritrova a lavorare. È il caso del parco auto dell’Assistenza domiciliare e della Guardia medica: «La maggior parte delle auto – Panda e Punto ormai fuori produzione – hanno tra i 13 e i 19 anni e una media di 200 mila chilometri e non sono più in grado di garantire incolumità a sicurezza a chi le utilizza». Manutenzione e riparazione sono peraltro a carico degli utilizzatori: va da sé che il tempo per portare le auto in officina, ad esempio, viene sottratto a quello dell’assistenza. È stata inoltre sospesa la convenzione con i distributori per il lavaggio delle auto, che oggi girano più sporche e meno presentabili agli occhi degli utenti.
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