Il Viminale gli presenta il conto per danni causati da altri agenti

A 27 anni da un intervento si ritrova a dover risarcire 310mila euro non per un danno causato da lui, ma per non aver impedito che un collega sferrasse una ginocchiata a una persona fermata a Milano, dove prestava servizio, in seguito alla quale gli è stato asportato un testicolo. Una mazzata che arriva dopo 34 anni di servizio come poliziotto, per buona parte dei quali ha dovuto difendersi da innumerevoli processi per lo stesso fatto. Ora Luca B. 53 anni, in forza al reparto Stanga ( attualmente in malattia) sta lottando anche con una grave malattia, un glioblastoma, un tumore cerebrale.
la mobilitazione
Scendono in campo tutti i sindacati di Polizia con una lettera al ministro Matteo Salvini e al capo della Polizia Franco Gabrielli. «Senatore Salvini, non sappiamo se esista una “formula” idonea con cui al ministro dell’Interno sia lecitamente concesso porre rimedio ad una mostruosità del genere, ma quella rappresentatale è una situazione disperata su cui bisogna mettersi una mano sul cuore e su cui invece il Dipartimento della Ps purtroppo, in ben 27 anni non ci risulta abbia riservato alcuna attenzione, anzi; piuttosto che favorire una soluzione “umana” al problema ha reso nota una formula già preconfezionata che risulta peggiore di una condanna sulla sedia elettrica riservata ad un omicida seriale. Luca è un uomo specchiato e stimato da tutti, grande professionista, persona per bene servitore dello Stato ma, la sorte e la burocrazia gli hanno riservato un trattamento indefinibile».
L’EPISODIO CHIAVE
Luca, residente in città, nel marzo del 1992 era in servizio alle volanti a Milano. Era arrivato come seconda pattuglia in appoggio dei colleghi che avevano fermato un uomo nella metro. Improvvisamente un poliziotto ha sferrato una ginocchiata al fermato. Luca era distante un paio di metri. Sono seguiti, processi penali (tutti e 4 gli agenti sono stati condannati a 8 mesi), cause civili, 27 anni di ansie e preoccupazione che, secondo i sindacati, hanno debilitato l’agente padovano. «In questi decenni ha dovuto pagare molte spese legate alla difesa, sempre con uno stipendio medio che oggi fatica ad arrivare a 1.500 euro».
risarcisce solo lui
Gli altri due agenti della prima volante e il poliziotto che era in servizio con lui non sono stati considerati solvibili dalla Corte dei Conti. C’è chi non è più in polizia e chi non ha nulla. Quindi i giudici contabili hanno chiesto il conto intero a lui, un conto da 310mila euro (quanto pagato dal ministero alla parte lesa per l’asportazione del testicolo). A dire il vero la prefettura aveva stimato il danno in 41 mila euro, ma alla fine gli è stato dato un risarcimento di quasi 8 volte maggiore. Un conto arrivato all’indomani delle sue nozze, coronate a 50 anni. La moglie per assisterlo ha abbandonato la gestione di un bar. Nel frattempo il ministero gli sta pignorando un quinto dello stipendio. Un conto salatissimo che lui deve pagare anche per gli altri. Non avendo nemmeno toccato la persona che prese la ginocchiata (che ora non vive più in Italia). I sindacati chiedono giustizia, “quella vera” assicurano e lamentano che nessun agente è assicurato per eventi del genere. —
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