Due mesi dalla scomparsa, manca il corpo

Gli inquirenti sono convinti che Samira El Attar sia morta, il marito è indagato per il suo omicidio e occultamento di cadavere
Stanghella (PD) 19 Dicembre 2019. Samira El attar Assieme al marito.
Stanghella (PD) 19 Dicembre 2019. Samira El attar Assieme al marito.

STANGHELLA. Quello di oggi non è un giorno qualunque. Oggi, infatti, sono passati esattamente due mesi dalla scomparsa di Samira El Attar, la madre marocchina di 43 anni che il 21 ottobre scorso è stata vista per l’ultima volta in sella alla sua bicicletta. L’anniversario cade probabilmente in quella che è stata la settimana più burrascosa di tutta la vicenda: solo tre giorni fa il marito di Samira, Mohamed Barbri, è diventato ufficialmente l’indagato numero uno. L’uomo è stato iscritto dalla Procura di Rovigo nel registro degli indagati per i reati di omicidio e di occultamento volontario del cadavere.

DUE MESI OGGI

Il 21 ottobre scorso Samira El Attar porta a scuola la figlioletta di 4 anni. Ritorna a casa, in via Statale, in sella alla sua bicicletta. L’ultima a parlare con lei è la vicina di casa: la 43enne, dunque, viene vista per l’ultima volta nella curva della stradina che scende dalla statale 16 e porta alla sua abitazione. La denuncia di scomparsa viene depositata ai carabinieri di Boara Pisani il giorno successivo: il marito non si preoccupa perché pensa che la donna sia al lavoro e quando si reca in caserma la sera, la stazione dell’Arma è chiusa al pubblico.

MANCA IL CORPO

A distanza di due mesi, gli inquirenti convergono nel sostenere che Samira sia morta. La pista del sequestro di persona, ormai, ha lasciato il passo alla tesi dell’omicidio. Ad oggi ciò che manca, prima ancora che un omicida o un’arma del delitto, è proprio il corpo della donna, che è stato ricercato in ogni angolo del paese e delle zone limitrofe. Carabinieri, vigili del fuoco, unità cinofile e cani molecolari, Ris di Parma, volontari di Protezione civile: per due mesi le ricerche si concentrano tra argini e campagne, senza tuttavia alcun esito.

RITROVAMENTI

Unici elementi nelle mani delle autorità sono i tre oggetti ritrovati da Mohamed Barbri a 3-400 metri da casa, lungo la statale 16, tra le erbacce. Una scarpa e un portachiavi, ritrovati il 9 dicembre, e una catenina d’oro recuperata tre giorni fa: secondo Barbri, appartengono alla moglie. Qualcuno pensa addirittura al depistaggio: come è possibile che, dopo ore e ore di vaglio delle forze dell’ordine, sia proprio Barbri a intercettare questi oggetti che si confondono tra le sterpaglie? Nelle ultime ore viene anche diffusa la voce che, nell’abitazione di Samira e Mohamed, i militari abbiano recuperato quella che potrebbe essere l’arma del delitto. Ieri, tuttavia, la circostanza è stata indicata come priva di fondamento dell’Arma provinciale.

FAMIGLIA IN ARRIVO

La settimana prossima a Stanghella potrebbero arrivare i famigliari stretti di Samira, a partire da mamma Malika. Per problemi di passaporto ad oggi la donna, che vive in Marocco, non è riuscita a raggiungere l’Italia, pur rimanendo in stretto contatto telefonico con parenti del posto. —

Nicola Cesaro

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