Park Prandina e tram, sì dei padovani Promossa anche l’estensione della Ztl
Seconda linea del tram promossa, sì a meno automobili in centro a fronte, però, di parcheggi vicini allo stesso come nell’area dell’ex caserma Prandina. Le sensibilità dei padovani alla sostenibilità ambientale cresce ma a una condizione: avere servizi di livello. È il quadro che emerge dal sondaggio commissionato e realizzato due settimane fa dalla società veronese Scenari Politici che fa riferimento alla Winpoll di Federico Benini.
lE SCELTE PER PADOVA
Una città, quindi, che deve essere in grado di offrire garanzie per quanto riguarda il trasporto pubblico e l’accessibilità al centro. Tre padovani su quattro, infatti, giudicano molto e abbastanza positivamente (rispettivamente 34 e 38%, per un totale di giudizio positivo del 72%) la scelta di realizzare la seconda linea del tram in grado di collegare (su rotaia) la stazione a Voltabarozzo. Una promozione netta che trova riscontro positivo anche lungo il percorso interessato (Voltabarozzo è al 68% di sì, Forcellini al 70%). La contrarietà più elevata – e comunque non maggioritaria – si riscontra tra Chiesanuova, Brusegana e Camin (35%). Sul fronte dell’accessibilità al centro, sul quale si consuma un lungo braccio di ferro tra commercianti e amministrazione, il riscontro è per certi versi sorprendente. Perché se da un lato il 58% del campione dice che negli spazi dell’ex Prandina va fatto un parcheggio (21% un parco, il 12% un polo delle attività sociali) dall’altro in modo plebiscitario (l’87%) sostiene che in centro storico andrebbe ampliata la zona pedonale e limitato l’accesso delle auto. Di pari passo il 70% ritiene positivo l’intervento effettuato in corso Milano con piste ciclabili e nuova piazzetta.
servizi e direzione
Bene anche la nuova questura in via Anelli e la soddisfazione per quanto riguarda il servizio porta a porta (91%). Anche all’Arcella (87%) dove pure l’introduzione ha riscontrato delle battute d’arresto. Va detto, però, che chi ancora non è coinvolto in questo servizio boccia (62%) senza esitazioni l’estensione del porta a porta. Restando in tema, pulizia e decoro nei quartieri sono valutati molto positivamente dai cittadini (11%) e abbastanza positivamente dal 62%. I più contenti risiedono a Chiesanuova, Brusegana e Altichiero; le voci critiche non vanno mai oltre (complessivamente) il 30% come si riscontra nei rioni Brenta-Venezia e Forcellini-Camin. Ne deriva, in senso più ampio, una qualità della vita giudicata tra ottima e buona per il 62% del campione. «Curioso notare – sottolinea a questo riguardo Miriam Romano di Scenari Politici – come anche gli elettori dei partiti oggi all’opposizione in Comune diano un giudizio positivo sulla qualità della vita in città». Ovvero il 50% tra chi ha votato Lega, il 57% nell’area FdI, 63% in quella di Forza Italia e 65% tra gli elettori del M5S. Andando ad indagare sulla direzione e sulle scelte per Padova nell’ultimo anno, quasi per due padovani su tre (63%) la rotta intrapresa è quella giusta. Un filo più tiepido il giudizio di chi risiede nei quartieri Chiesanuova-Brusegana-Altichiero (il 42% dice che la direzione è quella sbagliata) e in centro storico (per il 40% la rotta è sbagliata).
fiducia e priorità
Al giro di boa di metà mandato, la coppia formata da Sergio Giordani e Arturo Lorenzoni vede aumentare la fiducia tra i padovani rispetto a quanto rilevato da Winpoll a settembre 2018. Il primo cittadino è al 66% di giudizi positivi tra molto e abbastanza (era al 60% nel 2018) e intercetta anche un lusinghiero 54% tra gli elettori di Forza Italia affermandosi come amministratore moderato (per il 62%). La pensa così anche il 49% di chi ha votato Massimo Bitonci nella tornata amministrativa del 2017. La fiducia nel vice sindaco sale, invece, dal 56 al 59% per balzare al 62% se si considerano solo gli under 30. Fin qui i padovani ritengono che gli impegni elettorali siano stati mantenuti (67%) con una quota di critici sopra la media a Chiesanuova-Brusegana-Altichiero (38% i no) e a Santa Croce-Sant’Osvaldo, Guizza-Voltabarozzo (35% i no).
le priorità
Nessuna (o quasi) novità, infine, sul fronte delle priorità da affrontare a breve. Sicurezza (32%), stato delle strade (29%) e inquinamento (24%) sul podio; sport e impianti sportivi (1%), tasse (2%) e piantumazione nuovi alberi (2%) sul fondo della classifica. Questione immigrazione: per il 47% del campione è aumentata, per il 45% è rimasta uguale. —
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