Quando Luciano Carraro portò in gondola la bara con le spoglie di Igor Stravinskij

Nel 1971 la sfida professionale dell’impresa di onoranze funebri di Villanova di Camposampiero che festeggia 85 anni 

IL RICORDO



In viaggio con Igor Stravinskij da Roma a Venezia. O meglio, con il corpo del grande compositore russo, destinato alla sepoltura a Venezia: è questo il ricordo professionale più vivo ed emozionante di Luciano Carraro, titolare con il figlio Oscar, dell’omonima impresa di onoranze funebri che da tre generazioni mette il proprio nome sui funerali di Villanova.

L’azienda di via Roma quest’anno festeggerà gli 85 anni di attività guardando al futuro ma ben radicata nel passato, fatto di mille esperienze ed avventure. Come quando da Roma arrivò la telefonata di un amico che chiese a Luciano di occuparsi del trasporto della salma di Igor Stravinskij, morto il 6 aprile 1971 a New York, nel suo appartamento sulla Fifth Avenue, in seguito ad un edema polmonare, conseguenza di una bronchite. Il più noto compositore russo del’900, originario di Lomonosov, vicino a San Pietroburgo, famoso nel mondo per le sue opere destinate ai celeberrimi balletti russi, per la collaborazione con l’omonima Compagnia fondata dall’impresario teatrale ed organizzatore artistico di spettacoli, Sergej Djagilev, fu anche grande pianista e direttore d’orchestra.

Per questa sua multidisciplinarietà ed indole cosmopolita, viaggiò moltissimo tra Vienna e Berlino, Londra e Venezia fino a Los Angeles e New York. Mai rientrato stabilmente nella sua Russia, Stravinskij lasciò come ultima volontà quella di essere sepolto vicino all’amico Djagilev che, dall’agosto del 1929, riposava nel settore greco-ortodosso del cimitero monumentale di Venezia, nell’isola di San Michele. La moglie Vera de Bosset (sposata in seconde nozze e che dal 1982 riposa anch’ella a San Michele, vicino al marito) assecondò questa volontà, nonostante le pressioni della Russia che avrebbe voluto riportare in patria, a Leningrado, l’illustre concittadino. Così, dopo il trasferimento in aereo a Roma, il vero ultimo viaggio di Igor Stravinskij verso il silenzio della laguna, fu affidato a Luciano Carraro. «Fu un’emozione enorme ed anche un’avventura perché forammo per due volte durante il tragitto. Ricordo ancora oggi la tensione di quei momenti e la nostra determinazione nel ripartire» ricorda Carraro sceso a Roma insieme ad un collaboratore con un carro funebre ben lontano dai mezzi quasi “spaziali” e super-confortevoli di oggi. Un lungo viaggio, di giorno e nella notte attraverso mezza Italia con una bara “pesantissima”, fino al sospirato arrivo a Venezia, al Tronchetto. «Qui avevamo organizzato il trasferimento in barca fino a piazza San Marco e poi alla Basilica di San Giovanni e Paolo dove si tennero i funerali» e da dove poi la salma fu portata, in gondola, fino all’isola di San Michele. «Per noi fu un onore poter trasportare la bara di Igor Stravinskij ed una impegnativa sfida professionale per quei tempi» ricorda oggi, con orgoglio, Luciano Carraro. Sfida accettata senza indugi da parte dell’impresa di Villanova che così resterà legata al nome di Stravinskij e della sua ultima volontà di tornare a Venezia, per sempre. ––



Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova