Programmatore decide di farla finita Traffico ferroviario paralizzato per ore

Treni cancellati e in ritardo per il gesto estremo di un 43enne. E un altro suicidio a Verona ha causato ulteriori disagi





Alle 6. 45 di ieri ha deciso che la sua vita non aveva più significato: è andato in stazione e lì si è tolto la vita lanciandosi sotto il treno. Il macchinista di un regionale che stava lasciando Padova in direzione Venezia difficilmente dimenticherà la scena. L’uomo, 43 anni, programmatore residente in città, ma originario della Toscana, dipendente di una società di informatica, camminava sui binari. Il macchinista non ha potuto fare nulla per evitare l’impatto e la tragedia che si è consumata. Immediati quanto purtroppo inutili i soccorsi. La sua morte, almeno da quanto è emerso, pare inspiegabile e lui non ha lasciato alcun messaggio che aiuti a capire il motivo del drammatico gesto. Non si spiegano il gesto ed erano all’oscuro di sue difficoltà anche gli anziani genitori e la sorella che vivono in un’altra regione e che ieri, alla comunicazione della notizia, hanno avuto uno choc.

«bravo e competente»

Dall’azienda arrivano giudizi di stima, il suo posto di lavoro non era in pericolo. Durante le operazioni di soccorso al suo cellulare è giunto un messaggio del datore di lavoro che lo attendeva in ufficio. Quando la notizia della sua morte si è diffusa tra i colleghi c’è stato un sentimento comune di incredulità e dolore. La sua è stata una decisione che ha lasciato sconvolto e senza parole chi lo conosceva. «Il Gruppo Corvallis si stringe in queste ore al dolore della famiglia. Lavorava in una delle nostre aziende dove ha sempre dimostrato dedizione e grande competenza, un apporto che lascerà un profondo vuoto professionale e umano».

molti i disagi

Il traffico ferroviario è andato in tilt dalle 6.45 per tutta la mattinata, sino a mezzogiorno. Dopo il suicidio del programmatore che si è gettato sotto il treno regionale partito da Vicenza alle 6.08 e ripartito da Padova alle 6.41, sono stati cancellati sei treni regionali, in particolare sulla linea Padova-Venezia e numerosi convogli hanno accusato ritardi sino a 100 minuti. Sono stati interessati sia i pendolari che stavano andando al lavoro e a scuola negli istituti superiori e all’Università, sia i viaggiatori diretti, con le Frecce di TrenItalia e con gli Italo di Ntv, verso Bologna, Firenze, Roma e Napoli oppure verso Verona, Brescia, Milano e Torino. Alcuni esempi. Cancellati i regionali delle 8.41 per Rovigo e delle 9. 13 in arrivo da Venezia Santa Lucia. La Freccia Rossa per Napoli Centrale delle 6. 56 è partita con un’ora di ritardo, mentre quella per Milano delle 8.16 ha viaggiato con 50 minuti di ritardo. Anche il regionale veloce per Monselice – Rovigo – Ferrara – Bologna delle 9.09 è partito con un’ora di ritardo. Specialmente per i pendolari è stata una mattinata da dimenticare. Tantissimi studenti sono arrivati in ritardo alle facoltà universitarie di Padova, Venezia, Verona, Ferrara e Bologna, mentre tanti impiegati sono arrivati in ufficio anche dopo due ore rispetto all’orario d’entrata previsto. La circolazione, nonostante l’impegno dei ferrovieri di Rfi e del settore assistenza e degli agenti della Polfer, coordinati dal comandante Perrone, è rimasta nel caos per oltre sei ore. È tornata regolare solo intorno all’una.

Un’altra tragedia simile si è consumata a Verona, pochi minuti prima delle 14 a Porta Vescovo, dove una persona è stata travolta e investita da un Freccia Rossa diretto a Milano. Per consentire alle autorità di eseguire tutti gli accertamenti, il traffico è stato sospeso su tutta la linea Venezia-Milano e ci sono stati ritardi di oltre 70 minuti.

Quando si verifica un suicidio oppure c’è un incidente ferroviario mortale bisogna attendere l’arrivo dell’autorità giudiziaria e la circolazione può riprendere solo dopo la rimozione del corpo. —



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