Legambiente: «Un pedaggio per il centro Per ridurre lo smog servono 680 milioni»

Claudio Malfitano
Effetti limitati, mancata partecipazione, scelte poco incisive. Insomma, un’occasione persa. O quasi. Perché c’è ancora tempo per tornare indietro. Legambiente boccia il Piano della mobilità sostenibile del Comune (Pums) e presenta le sue osservazioni. Con tre proposte chiare: road pricing (cioè pedaggio per entrare in centro, come l’Area C di Milano), investimenti sul trasporto pubblico e nessun parcheggio alla Prandina. «Questo piano prefigura risultati deludenti in termini di riduzione del traffico. E non dice dove si recuperano i finanziamenti necessari. Vogliamo cambiarlo», spiega il presidente onorario dell’associazione Sergio Lironi.
Le osservazioni necessarie
Il percorso di elaborazione del piano è iniziato nel 2018, l’approvazione in giunta è del gennaio scorso. Ora c’è tempo fino al 6 aprile per le osservazioni dei cittadini. Ma la partecipazione, secondo Legambiente, non è stata sufficiente: «In più di tre anni contiamo solo tre workshop», dice Lironi. «L’amministrazione aveva promesso un reale ed efficace processo partecipativo». Ora si attende la discussione in consiglio comunale, dove potrà essere cambiato. Anche perché, secondo gli ambientalisti, neppure gli obiettivi sono chiari: «Il Pums non comunica con chiarezza i propri obiettivi e quindi non sembra in grado di coinvolgere i cittadini in un progetto condiviso di riconversione ecologica degli stili di vita collettivi ed individuali».
nessun calo del traffico
La principale contestazione al piano è sul fatto che la riduzione delle emissioni nello scenario fino al 2030 è solo il risultato del radicale rinnovamento, anche elettrico, dei mezzi privati e pubblici. «Ma bisognerebbe trasferire una quota consistente degli spostamenti complessivi dalla motorizzazione privata al trasporto pubblico e alla mobilità ciclabile e pedonale», spiegano gli ambientalisti. «Così non è per Padova che vede nel 2030, cioè lo “scenario di piano”, una diminuzione degli spostamenti in auto nell’area metropolitana solo del 6%. Un risultato conseguibile però a fronte di una spesa aggiuntiva di circa 680 milioni per nuove infrastrutture. Se questi finanziamenti non fossero reperiti, com’è nello “scenario di riferimento”, gli spostamenti auto aumenterebbero del 4,8%».
le proposte degli ambientalisti
Bisogna reperire risorse quindi. Non solo per potenziare il trasporto pubblico, ma anche per realizzare quanto previsto dal “Bici Masterplan”, come l’implementazione del 20 linee di “bicipolitana”. Come fare? «Proponiamo l’introduzione di forme differenziate e flessibili di pedaggio per l’ingresso in città e nell’area metropolitana», suggerisce Legambiente. E poi una nuova politica sui parcheggi: «Bisogna riconvertire almeno parte degli attuali posti auto in spazi attrezzati per pedoni e ciclisti. E rivedere le politiche tariffarie per aumentare il “costo percepito” dell’uso dell’auto in ambiente urbano».
L’area metropolitana
Promossi invece gli investimenti previsti su scala metropolitana, come le nuove linee di tram, il “Bus Rapid Transit”, e le nuove stazioni ferroviarie. «Ma pesano l’incertezza dei finanziamenti e i tempi lunghi di realizzazione – osservani gli ambientalisti – Per il breve e medio periodo meglio pensare a parcheggi scambiatori extra-urbani connessi alle linee di forza del trasporto pubblico».
«Apriamo una discussione pubblica. Altrimenti si rischia di perdere una grande occasione. Tocca all’amministrazione operare sostanziali modifiche», conclude Lironi. —
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