Coronavirus. Case di riposo, contagiato il 12,7 per cento. Cluster Merlara, ospiti tutti positivi

MERLARA
Il 12,7 per cento di chi si trova una casa di riposo ed è stato sottoposto a tampone, ad oggi, risulta contagiato dal Covid-19. Una cifra che potrebbe aumentare nelle prossime ore, sia perché mancano ancora 4.588 tamponi e sia perché purtroppo il virus ha dimostrato di correre facilmente nelle strutture per anziani.
Una cifra non troppo allarmante – lo ha sottolineato l’Usl 6 ieri in una conferenza stampa – ma che spinge le autorità sanitarie padovane e venete a monitorare con la massima attenzione l’emergenza coronavirus nelle case di riposo.
LA POSIZIONE DELL’USL
«Gli anziani sono la nostra storia e la nostra memoria e noi siamo seduti sulle loro spalle: l’attenzione verso questa fascia di persone trova la nostra spiccata sensibilità» ha sottolineato Domenico Scibetta, direttore generale dell’Usl 6. «C’è poi la motivazione di sicurezza e sanità pubblica: c’è una pandemia, e l’attenzione va rivolta alle categorie più fragili, e tra queste ci sono certamente gli anziani». Nella nostra provincia ci sono 37 strutture residenziali, per un totale di circa 4.300 ospiti e 3.100 operatori. «In alcune strutture, penso ad esempio a Merlara, stiamo assistendo a dei veri e propri cluster», ossia più contagiati dallo stesso ceppo e con contagi chiaramente correlati. A Merlara gli oltre 70 ospiti sono risultati positivi al Covid-19 e 22 sono già deceduti.
I TAMPONI E I CONTAGIATI
«È stata avviata una sistematica campagna di tamponi per individuare i portatori del virus e consentire così quell’azione fondamentale di organizzazione interna, ossia l’isolamento dei contagiati», ha spiegato Scibetta. La campagna ha coinvolto sia ospiti che operatori. A ieri, erano 2.803 i tamponi effettuati su un totale di 7.391 da eseguire.
«I referti già arrivati parlano di una positività complessiva pari al 4% delle persone che gravitano in queste strutture», è la lettura data dall’Usl. Il dato, però, è poco realistico letto in questa chiave. I positivi, infatti, sono in tutto 357: 272 ospiti (di cui una trentina ricoverata in ospedale) e 85 operatori. Questa cifra potrà anche rappresentare il 4% nel totale di tutte le persone da esaminare, ma pesa per il 12,7% se riferita ai tamponi che sono stati già eseguiti e refertati. Restano da effettuare ancora 4.588 tamponi, cifra non indifferente: «Lavoriamo 7 giorni su 7 e anche domenica abbiamo svolto test in quattro case di riposo», ha incalzato Scibetta.
L’Usl ha diffuso anche la percentuale di contagiati all’interno di strutture per disabili: è lo 0,9%. «Sono numeri che riteniamo contenuti. Dobbiamo intervenire perché rimangano tali», ha ribadito il direttore.
ÉQUIPE SPECIALISTICA
L’Usl 6 ha confermato l’attivazione di una vera e propria equipe di specialisti per supportare i piani di contenimento delle strutture assistenziali padovane: un team composto da medici, igienisti ed esperti del settore igienico-sanitario capace di fornire indicazioni relativa alla sterilizzazione degli ambienti, all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, alla realizzazione di reparti isolati per i contagiati. L’azienda sanitaria ha poi assicurato l’attivazione delle cosiddette Usca, unità speciali di continuità assistenziali, ossia medici che operano in collegamento tra medici di base e pediatri e responsabilità dell’assistenza domiciliare.
Paolo Fortuna, direttore dei servizio socio-sanitari dell’Usl 6, ha confermato sono 4 le strutture in cui l’attenzione è molto alta: l’AltaVita Ira di Padova e le case di riposo di Merlara, Monselice e Galzignano Terme. Qui sono stati concentrati sia i tamponi che l’invio di mascherine e dispositivi di protezione, perlomeno negli ultimi giorni. «Stiamo parlando di strutture autonome, ma la collaborazione è massima», hanno sottolineato i vertici dell’Usl 6. Che, nel corso della conferenza stampa, hanno ribadito la necessità di creare aree isolate all’interno delle singole strutture, oltre a una vera e propria astanteria per quelli anziani che devono essere accolti in questi enti: «Nelle astanterie deve essere effettuato il tampone e, se negativo, il nuovo ospite può entrare in struttura. Deve però, prima, passare due settimane di quarantena in un’area sterile». È stata invece negata la possibilità di trasferire gli ospiti positivi al Covid-19 dalle case di riposo al Covid Hosptial di Schiavonia: lo si farà sempre e solo in caso di aggravamento del caso clinico dell’ospite. —
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