Nel Padovano il virus strappa altre sei vite: i volti e le loro storie

PADOVA. L’emergenza Covid-19 si porta via altre sei vite nella nostra provincia. Tanti sono i pazienti morti martedì 7 aprile negli ospedali padovani in seguito al contagio da coronavirus. Il bilancio più pesante è quello dell’Azienda Ospedaliera di Padova, che in una giornata ha registrato ben tre decessi. Le generalità delle vittime non sono state rese note.
Salgono dunque a 37 le persone decedute in questa struttura ospedaliera in un mese e mezzo.
Al Covid Hospital di Schiavonia, invece, ieri i morti sono stati due. Natalina Moda, 89 anni, originaria di Monselice, arrivava dal Centro Servizi per Anziani di Monselice, dove gli ospiti che hanno perso la vita da inizio emergenza sono già 17.

Natalina, da tutti conosciuta con il soprannome di “Pupa”, era molto benvoluta nella città della Rocca. Aveva frequentato assiduamente la vita cittadina fino a che aveva potuto. Vedova Suman, lascia le sorelle Adriana e Paola, il fratello Giampaolo e nove nipoti. Particolarmente toccante è il messaggio che, nell’epigrafe, ha annunciato la scomparsa dell’anziana: «La sofferenza e solitudine di questo virus mi hanno strappato da tutti coloro che mi hanno accudito, voluto bene, rivolto una preghiera, da vicino e da lontano».
Un messaggio forte, che calca la mano sul peso sociale – oltre che sanitario – che sta avendo questo virus nella vita delle persone.
Sempre in ospedale a Schiavonia è mancato Giacomo Vettore. È la comunità di Ronchi di Campanile, a Villafranca Padovana, a piangere la scomparsa di Vettore, 87 anni, residente da tempo nel Comune, anche se padovano di nascita. E la sua Padova aveva continuato a frequentarla assiduamente, tanto che a Ronchi lo si conosceva poco. Era ricoverato all’ospedale di Schiavonia dal 28 marzo scorso, da quando le sue condizioni di salute hanno cominciato ad aggravarsi seriamente.
Purtroppo ieri in paese la giornata è iniziata con la notizia del suo decesso: tra i primi e apprenderla c’è stato il parroco, don Angelo Corrà, al quale si sono rivolti i nipoti del signor Vettore. Si occuperanno loro delle esequie, che saranno disposte in un cimitero cittadino.
Giacomo Vettore, che il prossimo 18 maggio avrebbe festeggiato gli 88 anni di età, a Ronchi era arrivato per amore. In età matura aveva conosciuto la sua compagna. Rimasto solo una dozzina di anni fa, Vettore aveva preso l’abitudine di recarsi fino a Taggì in bicicletta, che lasciava alla fermata del pullman: con il mezzo pubblico raggiungeva quindi Padova, dove trascorreva l’intera giornata. Lì aveva le amicizie, gli svaghi, i suoi punti di riferimento. A Ronchi tornava quindi soltanto per dormire. Con i due decessi di ieri, salgono a 51 i morti legati al coronavirus registrati a Schiavonia dal 21 febbraio.

Sono invece tre quelli dell’ospedale di Cittadella: l’ultima vittima, ieri, è Renzo Dussin, 70 anni di Asolo (Treviso) dopo un mese passato a lottare nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale della città murata padovana . —
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