«Sul rispetto delle donne noi severi come negli Usa L’Istituto ha bisogno di recuperare serenità»

il colloquio
«Non può e non deve passare l’idea che a Padova ci possa essere una sensibilità inferiore su questi temi rispetto ad Harvard. Per questo ateneo il rispetto delle donne, la totale uguaglianza di diritti e prospettive di carriera è un valore forte e irrinunciabile». Scandisce bene le parole il rettore Rosario Rizzuto, come a non lasciare neppure il minimo dubbio. E non potrebbe d’altronde essere altrimenti nell’università che prima al mondo ha laureato una donna.
Si era preso una giornata di vacanza da trascorrere con la famiglia, Rizzuto. Ma prima le dimissioni di massa del comitato scientifico – anticipate su queste colonne – e poi il deflagrare delle accuse di molestie nei confronti di Pier Paolo Pandolfi lo hanno costretto a una lunga teoria di telefonate, tanto che già in tarda mattinata la batteria del cellulare era scesa sotto la soglia del 10%. Obiettivo: salvare il Vimm. L’istituto di ricerca in biologia molecolare, pur essendo indipendente dal Bo, rappresenta un’eccellenza della città e vi lavorano anche molti docenti e ricercatori dell’ateneo. «Dispiace che non si parli del Vimm per la sua straordinaria attività – riflette il rettore – Pur rispettandone l’autonomia, lo sentiamo come fosse nostro».
padova come harvard
Da Padova deve arrivare un segnale al Paese, è convinto Rizzuto. Che non ha apprezzato la difesa di Pandolfi. Un passaggio in particolare: la differenza tra la puntigliosità e la serietà di Harvard con una diversa sensibilità italiana. «La nostra università non ha un’attenzione inferiore a nessuno su questi temi. È una cifra di questo ateneo così come, personalmente, del mio rettorato». Dunque l’inchiesta per molestie su Pandolfi apre un caso: «Senza giustizialismo, ma è un elemento che esiste. Prima era chiacchiericcio, ora non più».
salvare il vimm
Venerdì scorso, in occasione della visita della presidente del Senato Casellati, lo aveva ribadito: «Il Vimm è eccezionale perché non è nato dalla donazione di qualche ricco mecenate, ma è cresciuto solo grazie alla sua credibilità scientifica». Ed è proprio credibilità la parola chiave. Una parola cui hanno fatto riferimento anche i componenti del comitato scientifico internazionale che si sono dimessi in massa. «Li conosco tutti, certo. È per il mio ruolo di scienziato, non come rettore – osserva Rizzuto – Finora il board era stato per il Vimm uno stimolo armonico. Va recuperato un ambiente sereno e riconosciuto da tutti».
La strategia potrebbe essere quella di chiudere in fretta il caso Pandolfi per restituire serenità all’ambiente, facendo appello anche a una storia di successo: «I direttori scientifici che si sono succeduti hanno fatto un lavoro eccezionale. In questi anni il Vimm è cresciuto conquistandosi quel ruolo che deve essergli riconosciuto – conclude – Tutto è nato da un gruppo di clinici e scienziati di base di altissimo profilo. Tra loro c’è il professor Pagano, cui tutti dobbiamo gratitudine e rispetto. Ora pensiamo a valorizzare il Vimm, avendo coesione dai laboratori, al management, al presidente». —
claudio malfitano
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