«Arriverà un’altra pandemia Dobbiamo essere preparati»

Lo scienziato dybul all’apertura del festival della salute globale 

Padova

«Arriverà un’altra pandemia». L’annuncio tranchant dello scienziato americano Mark Dybul, stretto collaboratore di Anthony Fauci, arriva nella giornata di apertura del Festival della Salute Globale che torna simbolicamente a Padova – in streaming causa Covid – per la seconda edizione. Dybul era chiamato a fare pronostici sulla salute globale nei prossimi 5-10 anni. «Il cambiamento climatico, la funzione microbica, la crescita esponenziale della popolazione e la vicinanza tra l’uomo e l’animale» spiega al professor Stefano Vella, docente di Salute globale «saranno tra le cause che favoriranno il diffondersi di un’altra pandemia che verosimilmente si originerà ancora una volta da un salto di specie» avverte. Da qui la necessità di approntare un piano basato su pilastri come scienza, solidarietà, comunità e leadership, per evitare di rimanere annichiliti da un nuovo virus: «Il Covid è stato per l’Europa e gli Usa, quello che l’Hiv è stato per l’Africa» chiarisce Dybul «ha raso al suolo una generazione». Ecco perché, insiste, è necessario non farsi trovare impreparati a un appuntamento già fissato: «Bisogna investire nella scienza, ma questa da sola non basta» assicura lo scienziato «una pandemia globale richiede una risposta globale, una leadership che negli ultimi anni ha visto gli assenti gli Stati Uniti ma che ora, grazie a un presidente che si occupa delle faccende del mondo da 40 anni, ci riporterà a essere protagonisti in partnership con gli altri Paesi» aggiunge soddisfatto per l’inversione di tendenza attesa con l’elezione di Joe Biden, ad esempio all’interno dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: «Serve un’Oms forte» insiste Dybul «l’uscita degli Stati Uniti dall’Organizzazione sarebbe stata una catastrofe».

La salute «non può essere slegata da economia, uguaglianza e inclusione» chiarisce sollecitando a superare «un atteggiamento paternalistico nei confronti, ad esempio, dei no vax «bisogna cominciare con il capire perché le persone la pensano in un certo modo e cambiare dinamiche di confronto se vogliamo che il nostro messaggio sia efficace». Infine, un monito: «Forse il prossimo virus arriverà dall’influenza e magari in questo caso il vaccino per il Covid ci potrà aiutare, ma verosimilmente arriverà da un salto di specie, per cui dobbiamo cominciare a interagire in modo diverso con gli animali a partire da quello che mangiamo» conclude sollecitando una discesa in campo dei giovani «servono persone che vedano le cose con una prospettiva diversa».

Nella prima giornata del Festival, tra gli interventi, quello del professor Walter Ricciardi consigliere del ministro della Salute per l’emergenza Covid: «Sono necessari consapevolezza e volontà, i cittadini devono incalzare la politica a intervenire con tempestività e non aspettare che raggiunga un compromesso che spesso è al ribasso. La via primaria da seguire è quella della scienza». —

S. ZAN.

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