Croci celtiche e Mein Kampf denunciati due neonazisti

Hanno 26 e 27 anni e si nutrono dell’ideologia neonazista, con Mein Kampf sul comodino e la croce runica dello stato nazista sempre in vista. Cani sciolti slegati da gruppi politici di estrema destra ma non per questo meno pericolosi, tutt’altro. La Digos di Padova, ieri mattina all’alba, ha fatto irruzione nelle loro abitazioni scoprendo che sono loro gli autori di una serie di imbrattamenti in giro per la città. Uno su tutti: il murale in corso Milano “We can’t breathe”, per ricordare il sacrificio di George Floyd a Minneapolis. E poi offese contro il Comune, contro il centro sociale Pedro e contro tutti coloro che avevano promosso la realizzazione di quel murale. Non mancavano i riferimenti agli ebrei, con la stella di David. Entrambi sono stati denunciati a piede libero ma l’indagine degli uomini del vice questore Pasquale Scognamiglio è appena cominciata. In Procura è stato il pm Andrea Zito a crederci e a decidere di andare fino in fondo. Il percorso di Luca Traini, il lupo solitario della sparatoria contro gli africani a Macerata nel 2018, è ancora vivido nella mente di chi si occupa di fenomeni eversivi. L’intelligence padovana ritiene molto simile la militanza dei due soggetti individuati, entrambi residenti in un piccolo comune della cintura urbana.
Tutto nasce quindi dall’imbrattamento delle mura del parco Cavalleggeri, dove è stato realizzato il murale in ricordo dell’afroamericano ucciso. Una croce celtica in contrapposizione alla stella di David, la runa “Wolfsangel” e poi altre scritte contro i movimenti antifascisti sulla facciata dell’istituto tecnico Einaudi di piazza Mazzini. Gli investigatori della Digos hanno acquisito i filmati ripresi dalle telecamere di videosorveglianza e così sono giunti ai due amici con la passione del fuhrer.
Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati i capi di abbigliamento indossati dai due durante gli imbrattamenti, nonché materiale specifico. In particolare sono stati trovati numerosi adesivi riportanti la dicitura “Islamisti non benvenuti - Generazione Identitaria”, manifesti del gruppo “Legio Europae” riportanti la scritta “Popoli d’Europa Uniti” e, a uno dei due, è stato sequestrato il Mein kampf. Ma ciò che più ha colpito i poliziotti è la piantina di Padova sulla quale era indicata a penna la dislocazione di alcune telecamere comunali. Evidentemente avevano scordato quella di piazza Mazzini, visto che poi proprio lì sono stati immortalati.
«L’attività d’indagine assume particolare rilievo, in quanto va ad inserirsi in un più ampio contesto investigativo volto a monitorare e perseguire fenomeni riconducibili a gruppi o singoli appartenenti all’estrema destra suprematista, xenofoba e di ispirazione neonazista», spiegano in Questura, inquadrando l’attività nella sfera della prevenzione. —
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