Degrado sull’argine «Musica alta e rifiuti Colpa della baby gang»

/ saccolongo
Un ritrovo improvvisato con tanto di “altalena” realizzata artigianalmente con un bancale di legno e ancorata ai rami degli alberi con delle corde, tavoli e sedie per trascorrere qualche ora in mezzo alla natura sulla sommità dell’argine destro del Bacchiglione tra Saccolongo e Selvazzano, lontano dalle case e da occhi indiscreti. Niente di male se non fosse che, stando a quanto raccontano gli escursionisti che frequentano quella zona, il gruppo di 10-12 ragazzi del circondario che frequenta quel sito isolato lascia per terra un tappeto di rifiuti.
IMMONDIZIA DAPPERTUTTO
«Non ho nulla contro la gioventù che si riunisce per divertirsi, ci mancherebbe sono stato ragazzo anch’io – afferma un escursionista – È avvilente però che dopo aver bevuto e ascoltato musica a tutto volume non provvedano a pulire l’area, dimostrando poca sensibilità per l’ambiente. Per terra ci sono bottiglie vuote di birra, di vino e anche di superalcolici, resti di cibo e materiale plastico. Quando li ho invitati a non abbandonare l’immondizia mi avevano detto che non avevano i contenitori e mi avevamo promesso che avrebbero risolto il problema. Un paio di mesi fa ho segnalato quel degrado ad un operatore del comune di Saccolongo e alcuni giorni dopo sono intervenuti i volontari della protezione civile che hanno portato via l’immondizia e pulito l’area. Ora, purtroppo, siamo punto e a capo».
OASI DEI GRUCCIONI
La zona dove si ritrovano i ragazzi è dalla parte opposta del corso d’acqua di quella che gli ambientalisti chiamano “Oasi del Bacchiglione”. Un rifugio nell’ansa del fiume per molte specie di volatili che si fermano per nidificare. Tra questi anche i gruccioni che arrivano dalle zone calde dell’Africa. Esemplari abbastanza rari che ogni anno restano lungo le rive del Bacchiglione fino a settembre-ottobre per poi tornare da dove sono venuti. «Quest’anno la musica a tutto volume ha parecchio disturbato il periodo della nidificazione dei gruccioni tant’è che per un periodo non si sono più visti», spiegano gli ambientalisti. —
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