Marzotto bacchetta gli industriali antitasse
«Vergognosa apertura. Da Montezemolo mi aspettavo una reprimenda di Calearo»
PADOVA. Pietro Marzotto non fa quadrato. Né introno al diluvio di applausi che ha accompagnato l'uscita cortinese di Luca Cordero di Montezemolo né a sostegno del Calero pensiero circa lo sciopero fiscale. «Trovo vergognoso che imprenditori seri parlino di sciopero fiscale» attacca l'imprenditore che per 16 anni ha guidato l'impero tessile di Valdagno. Pensiero che, se mai ci fossero dubbi, il conte rivolge proprio al presidente degli industriali vicentini. «Mi riferisco proprio a lui» precisa.
Una bocciatura netta che Marzotto estende, in parte, anche alle parole pronunciate giovedì a Cortina dal leader di viale dell'Astronomia. «Se fossi stato al posto di Montezemolo mi sarei speso in una reprimenda più dura nei confronti del presidente di Federmeccanica». Secondo Marzotto, gli industriali, anziché correre dietro a iniziative come quella lanciata dalla Lega, dovrebbero insistere nel proporre soluzioni al problema della pressione fiscale. L'imprenditore vicentino non nega la necessità di un alleggerimento del carico impositivo, ma puntualizza: «Bisogna insistere affinché sia il governo ad adottare dei provvedimenti per la riduzione delle tasse. Come? Innanzitutto con il taglio della spesa pubblica».
Un passaggio, quest'ultimo, che Marzotto individua come prioritario per ottenere dei risultati sia sul fronte del risanamento dei conti pubblici sia per garantire nuovo ossigeno al tessuto economico. Rispetto all'ipotesi che, con la prossima Finanziaria, l'esecutivo guidato da Romano Prodi possa introdurre un'aliquota unica del 20% sulle rendite, l'esponente della dinastia vicentina sottolinea: «Si tratta di un provvedimento che era presente già nel programma del governo di centrodestra e che è stato inserito anche in quello dell'attuale coalizione di maggioranza. Si tratta di un'armonizzazione complicata ma che va fatta. Deve essere ben congegnata, ma, ripeto, va fatta».
In direzione opposta, su questo tema, vanno i commenti di Calearo e Unindustria Treviso. «È un segnale positivo che dà un aiuto al governo a procedere a una diminuzione delle tasse» dice il leader degli industriali vicentini sui dati riguardanti l'autotassazione che registrano un extragettito di 4 miliardi. Ma rispetto all'aliquota unica, Calearo non ha dubbi: «Una proposta sbagliata al momento sbagliato, visto che l'esigenza è quella di arrivare a una riduzione delle tasse».
Sulla stessa lunghezza d'onda è Unindustria Treviso. «Si è appena conclusa - spiega, in una nota, il vicepresidente Andrea Parodi -, la vicenda degli studi di settore, nella quale si erano resi evidenti sia l'iniquità del metodo sia il peso del carico fiscale sulle imprese, che ci si trova a discutere nuovamente di un intervento che andrebbe ad accrescere ulteriormente l'imposizione fiscale». Preoccupa, secondo Parodi, che da esponenti del governo «continuino ad arrivare, in materia di imposte, messaggi contraddittori, e in particolare l'annuncio di nuovi provvedimenti come la tassazione sulle rendite finanziarie». «Questa novità - conclude Parodi - rappresenterebbe una nuova, pesante, stangata sulle attività economiche, gli investimenti e i consumi. L'applicazione dell'aliquota unica del 20%, come sostenuto recentemente anche da Confindustria, è quindi un'ipotesi da respingere perché penalizzerebbe tanto gli investimenti, quanto i consumi». Giuseppe Morandini, presidente della piccola industria di viale dell'Astronomia, conclude: «Da piccolo imprenditore dico che su questi argomenti si parla troppo. Bisognerebbe parlare di meno, fare di più e confrontarsi insieme sulle misure da adottare».
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