Coppie di fatto, il Tar censura i Pacs alla padovanaZanonato: la delibera è legittima

Il Tar del Veneto censura la procedura seguita dal Comune di Padova per l'iscrizione all'Anagrafe delle coppie di fatto, ovvero della “famiglia anagrafica costituita da persone legate da vincolo affettivo”. Tu cosa ne pensi?
Il Tar del Veneto censura la procedura seguita dal Comune di Padova per l'iscrizione all'Anagrafe delle coppie di fatto, ovvero della “famiglia anagrafica costituita da persone legate da vincolo affettivo”. In particolare il Tar, esaminando il ricorso presentato dagli avvocati Ivone Cacciavillani e Giovanni Artini, indica “evidenti errori e omissioni” nei moduli predisposti dall'amministrazione, difetti “presumibilmente compiuti con intenzionalità”. Tutto ciò, secondo i giudici, crea “confusione tra famiglia nucleare e famiglia anagrafica basata su vincoli affettivi”.


La documentazione contestata dal Tar è stata studiata a lungo dall'amministrazione comunale, che per l'Anagrafe ha predisposto tre diversi moduli.


Nel primo si deve specificare se si tratta di un legame basato su matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela, affetto. Nel secondo, destinato a chi già costituisce una famiglia anagrafica, si deve specificare se al nucleo si vuole aggiungere altre persone. Nel terzo, che introduce la vera novità, i conviventi possono sottoscrivere la richiesta di “iscrizione all'anagrafe della popolazione quale famiglia anagrafica costituita da persone coabitanti legate da vincolo affettivo”.


Dal 3 febbraio scorso sono stati una trentina i certificati sottoscritti da altrettante coppie eterosessuali e omosessuali.


Per il sindaco Flavio Zanonato l'aspetto più importante è che “la sentenza conferma la legittimità della deliberazione del nostro Consiglio comunale”, perché “afferma che è corretto riconoscere la famiglia anagrafica anche attraverso l'uso di moduli”. E ancora: “Poi, certo, entra nel merito della realizzazione dei documenti e dice che i moduli devono essere fatti in modo diverso, ma in ogni caso la nostra delibera è valida”.


Dello stesso avviso Alessandro Zan, consigliere comunale e segretario regionale dell'Arcigay, il promotore dei “Pacs alla padovana”. “La sentenza del Tar – dice Zan – rappresenta una vittoria, perché respinge la richiesta dei ricorrenti, che era quella di un annullamento della delibera approvata in Consiglio comunale”. E' vero che i documenti fin qui sottoscritti non sono validi, ma “devono essere apportate solo alcuni aggiustamenti alla modulistica”.


Di diverso avviso i rappresentanti dei partiti d'opposizione in Consiglio comunale. Maria Elisabetta Casellati, vicepresidente dei senatori di Forza Italia: “Il sindaco di Padova può dire ciò che vuole, quel che conta è la sostanza: i cosiddetti Pacs alla padovana sono stati bocciati dal Tar del Veneto ed è giusto così”.


Raffaele Zanon, consigliere regionale di Alleanza nazionale: “I giudici amministrativi hanno affermato l'incostituzionalità di un atto che pone sullo stesso piano giuridico le coppie sposate con le unioni di fatto e assicura a quanti semplicemente coabitano da almeno un anno l'accesso a tutti i procedimenti, i benefici e le opportunità amministrative e di legge previste per le coppie sposate”.


“Riportata la legalità sulla famiglia: questo è un segno di rispetto nei confronti della famiglia” è il commento del senatore Antonio De Poli, dell'Udc.


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Argomenti:diritti civili

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