Zanonato: «Il Tar ha dato ragione al Comune»
Il sindaco commenta la sentenza: «Suggerimenti per adattare la modulistica»
Sale le scale, poco dopo le 11, con il Corriere in una mano e la borsa di lavoro nell'altra. Non è ancora diventato nonno. Da sindaco, in agenda aveva previsto oggi il viaggio fino a Telese alla Festa del Campanile: dibattito a casa di Clemente Mastella sulla sicurezza con Giuliano Amato e Roberto Maroni. Ieri mattina, nel cortile pensile di palazzo Moroni, Flavio Zanonato ha difeso con il sorriso sulle labbra e la sostanza amministrativa i «Pacs alla padovana». Squilla il cellulare. «Sì, Gaetano. Posso contare su una struttura che mi tiene informato. Sto spiegando ai giornalisti, appunto, dobbiamo solo adeguare i moduli. Cioè, scusa, l'assessore all'Anagrafe provvederà a farlo...». La voce di Sirone resta imprigionata nel palmare di ultima generazione. Tuttavia, è inequivocabile il senso della conversazione. Il sindaco risponde, per legge, dei registri anagrafici del Comune. Sirone eseguirà alla lettera.
Sindaco, cosa succede? Il Tribunale amministrativo regionale dice no ai «Pacs alla padovana»?
In verità, non è così. Tanto per cominciare bisognerebbe conservare la buona abitudine di leggere prima di commentare. E se si ha la pazienza di leggere, da cima a fondo, le motivazioni della sentenza del Tar Veneto si capisce. E bene.
Cioè?
Il Tar dice, a chiare lettere, che è assolutamente legittima la deliberazione del Comune. Suggerisce all'Amministrazione comunale di adottare moduli diversi e più “dettagliati” per l'attestazione di famiglia anagrafica legata da vincoli affettivi.
Insomma, non esiste problema?
Infatti. Mi sembra che il problema sia nella prima pagina del Corriere della sera...
E a Padova, in municipio, all'Anagrafe tutto tranquillo?
Provvederemo ad adattare la modulistica della particolare forma di certificazione anagrafica. In base ai suggerimenti che sono stati indicati dal Tribunale amministrativo del Veneto. Tutto qui.
Rimane, dunque, in vigore il riconoscimento delle coppie di fatto?
Il ricorso dell'avvocato Cacciavillani è stato esaminato dal Tar, che nella lunga motivazione della sentenza riconosce pieno titolo di legittimità all'ordine del giorno approvato in Consiglio comunale. Ricordo che dava indicazione agli uffici del Comune di procedere alla certificazione delle coppie di fatto.
L'Amministrazione non si è scoperta, di colpo, «fuorilegge»?
Al contrario. La sentenza dà ragione al Comune. Conferma la legittimità degli atti. Suggerisce, invece, di perfezionare la modulistica.
Sindaco, effetto mediatico una volta di più?
E' quanto meno curioso che il Corriere Veneto faccia titoli e commenti sulla “bocciatura dei Pacs alla padovana”. Poi chi va a leggersi la sentenza del Tar scopre come si apre con la legittimazione del Comune.
Scusi, giusto per capire bene. Il Comune procede sulla stessa linea di dicembre 2006?
La nostra idea di fondo non è cambiata. Ci viene chiesto di adeguare un modulo: sarà fatto. Ma la giunta e gli uffici hanno applicato in modo legittimo quanto previsto dal voto del consiglio comunale. Molto semplicemente, sono state utilizzate leggi esistenti per il riconoscimento di un dato di fatto, che nessuno può ignorare. Il Comune di Padova dal 3 febbraio scorso certifica anagraficamente le coppie di fatto, che sono tanto eterosessuali quanto omosessuali.
I certificati già emessi dall'Anagrafe andranno «aggiornati»?
Non c'è difficoltà a raccogliere il suggerimento del Tar. Vorrà dire semplicemente che chi ha ricevuto il “vecchio” modello sarà invitato a ritirare in piazza Capitaniato il “nuovo” certificato.
Argomenti:diritti civili
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