Non ha soldi per sfamare moglie e due figliegli lasciano fare la spesa gratis

Ha perso il lavoro un anno fa e non ha più soldi per vivere e mantenere le sue due bambine. Non ha più soldi per pagare l’affitto di casa e nemmeno per fare la spesa. Andrea Spicuglia, 37 anni, ha messo nel carrello del supermercato Alì di Maserà quanto serviva per sfamare la famiglia e arrivato alla cassa ha ammesso di non avere nemmeno un euro in tasca. Il caso è finito in televisione e all'uomo sono arrivate anche offerte di lavoro
Andrea Spicuglia
Andrea Spicuglia
Ha perso il lavoro un anno fa e non ha più soldi per vivere, per mantenere le sue due bambine: una di 20 mesi, l’altra di 60 giorni. Non ha più soldi per pagare l’affitto di casa e nemmeno per fare la spesa. Per questo due settimane fa Andrea Spicuglia, 37 anni, ha fatto la spesa al supermercato Alì di Maserà e quando è arrivato alla cassa ha ammesso di non avere nemmeno un euro in tasca.


A quel punto la direzione del supermercato ha deciso di chiudere un occhio e non ha sporto denuncia. Poi tutta la storia è stata raccontata anche da «Buona Domenica» su Canale 5.


«Io non ce la faccio più - racconta Andrea - da un anno sono senza lavoro e ho una famiglia da mantenere. Ho smesso di pagare l’affitto, ma le mie due bambine hanno fame». Spicuglia, originario di Siracusa, ha chiesto aiuto a Paola Perego, riuscendo ad ottenere un invito come ospite alla trasmissione.


«Dopo che ho raccontato il mio caso sono arrivate anche due offerte di lavoro, ma gli autori stanno verificando la veridicità delle mail arrivate». Il trentasettenne lavorava in un’azienda che realizza impianti elettrici, ad Abano Terme. «Mi hanno tenuto due anni sempre con contratti a termine - racconta - alla fine, quando era il momento di assumermi a tempo indeterminato, mi hanno detto che non era possibile. E io sono rimasto senza lavoro. Peraltro l’azienda è pure fallita, quindi non ho potuto rivalermi in alcun modo».


Spicuglia abita con la moglie e le due bambine in via De Gasperi 6 a Maserà. Circa due settimane fa era rimasto senza un soldo in tasca. Così ha preso il coraggio a due mani ed è andato a fare la spesa al supermercato Alì di via Conselvana. Ha riempito il carrello di generi alimentari, per un valore di circa 150 euro. E quando è arrivato davanti alla cassa ha detto di non avere i soldi per pagare. A quel punto è stato avvisato il direttore e subito dopo la proprietà del supermercato.


Per compassione non è stata sporta denuncia nei suoi confronti. «Sono molto grato alla direzione del supermercato - sottolinea - ero veramente in un momento di disperazione. Ora io voglio trovare un lavoro che garantisca un minimo di sicurezza a me e alla mia famiglia. Purtroppo il precariato mi ha rovinato».


Il precariato e il carovita sono diventati problemi insostenibili? Come vi difendete voi dal carovita? La storia del signor Spicuglia è un'eccezione o ne conoscete altre simili e magari tenute nascoste per pudore o vergogna? Dite la vostra opinione

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