Dopo Mozzi, il testamento di Camon«Ma fatemi morire in un amen»
«Come si decide? Si ama la Legge, la Scienza, Dio. Non il malato»

Eluana Englaro
Ho letto il «testamento biologico» di Giulio Mozzi, pubblicato su questo giornale, e mi ha turbato. Lui fa riferimento al caso di Eluana Englaro, e anche questo mi turba. Eluana è in coma irreversibile da 16 anni, il padre e gli amici dicono che quand’era lucida e sana aveva visto un malato inguaribile e senza coscienza, e aveva detto: «Se fossi ridotta così, preferirei morire subito». Su questa base, il padre e le amiche, e tutte le persone che, per usare l’espressione di Mozzi, le vogliono bene, chiedono che «si stacchi la spina» che tiene in vita Eluana, e che Eluana sia lasciata morire. Questo sarebbe amore. Continuare a nutrirla artificialmente vuol dire farla soffrire senza ragione e senza speranza, e con la figlia protrarre la sofferenza dei genitori e degli amici. Mentre scrivo, un tribunale ha dato ragione al padre di Eluana, ha autorizzato a staccare la spina, il padre è disposto a compiere questo gesto personalmente, o in sua vece s’è dichiarato disposto un medico. Tutto lascia credere che Eluana sarà lasciata morire, e questo gesto sarà inteso come un gesto d’amore. Sono convinto che protrarre la vita artificiale di Eluana non sia amore, sia un’altra cosa, paura di Dio, della Legge, della Scienza, ma pur sempre paura. Però penso che «lasciar morire Eluana», come a suo tempo fu lasciata morire Terry Schiavo, sia un atto di viltà che moltiplica la sofferenza. Terry Schiavo era in una situazione analoga, il marito voleva che fosse lasciata morire, un tribunale lo autorizzò, e la povera donna fu abbandonata: per lei fu «staccata la spina». «Staccare la spina» vuol dire lasciare che il corpo del malato si estingua, per fame e per sete, cellula per cellula. Il corpo di Terry ci mise cinque giorni a morire. Per Eluana andrà suppergiù nello stesso modo. E’ vero che per tutto quel tempo si somministrano antidolorifici, in modo che la sofferenza non superi la soglia della coscienza. Ma la complessa e lunga operazione del «lasciar morire naturalmente» non è il massimo dell’amore, e se dovessi trovarmi in quelle condizioni chiedo che questi cinque giorni di sofferenza di tutte le mie cellule, una per una, sia pure intorpidite dai farmaci, mi siano risparmiati.
Quando il malato irrecuperabile, in coma vegetativo, vien tenuto in vita perché non c’è una Legge che ne autorizzi la morte, tenendolo in vita non si ama il malato, si ama la Legge. Quando la Chiesa, di fronte a un malato che non ha più alcun rapporto con noi, è perso nell’incoscienza da un decennio e mezzo, dice che va tenuto in vita perché la vita è di Dio, la Chiesa non ama il malato, ama Dio. Quando il medico dice che la sua Scienza gli insegna come tenere in vita e non come far morire, e che perciò lui terrà in vita anche l’incosciente irrecuperabile, quel medico non ama il malato, ama la Scienza. Ma allora chi ama il malato? Chi vorrei che venisse in mio aiuto, se mi trovassi in quelle condizioni, privo di ogni speranza? Uno che amasse me. E che, vedendomi perduto in una morte-che-non-finisce-mai, mi desse l’unico aiuto possibile: non col lasciarmi morire in cinque giorni, ma spegnendo in me in un istante la coscienza, l’esistenza e la sofferenza. Quest’uomo non amerebbe né la Scienza né la Legge, così come sono oggi. Né Dio, così com’è. Ma aiuterebbe a cambiarli. Dio, per esempio (soffermiamoci un attimo, visto che la Chiesa è la più ferma oppositrice della cessazione della vita), è chiaro che ha deciso che quella vita deve finire, solo che noi, con le nostre macchine, le diamo un prolungamento artificiale che dura all’infinito. E così ci ribelliamo alla sua decisione. Una rivolta crudele e inutile. Se il mio cervello si scollega dalla corteccia, e io non sento, non capisco, non vedo, non rispondo, non ho e non avrò mai più coscienza, il vero amico è colui che mi fa cessare di esistere in un amen.
Ferdinando Camon
Accanimento terapeutico, eutanasia e testamento biologico: qual è la vostra opinione? Siete d'accordo con l'iniziativa di Mozzi e poi di Camon, presa quando Eluana Englaro non era ancora morta? Dite la vostra
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova
Leggi anche
Video








