Bossi, dito medio alzato sull'innoLa Procura chiede l'archiviazione

Non costituirebbero reato ministeriale le espressioni e il gesto sull'Inno di Mameli usati da Umberto Bossi a Padova
VENEZIA.
Era domenica 20 luglio quando il ministro Umberto Bossi, parlando dalla tribuna del congresso della Liga, a Padova, davanti a una platea già riscaldata dai successi elettorali in terra lombardo-veneta, regalò un «fuor d'opera», uno dei tanti sui quali la politica si è spesso accapigliata ma quasi sempre destinati a svanire poi come la nebbia. Quel dito alzato dal Senatur, e quella battuta sugli «schiavi di Roma» fecero rumorosamente il giro dei giornali, delle tv e dei siti internet non solo italiani.


La procura di Venezia aveva aperto il fascicolo, come atto dovuto, salvo chiuderlo e inviarlo al tribunale dei ministri con la notazione che le espressioni usate da Bossi non costituiscono reato ministeriale: il tutto nell'arco di neppure 20 giorni.

Dalla tribuna, Bossi aveva fatto un discorso d'apertura all'opposizione in materia di riforme e di federalismo. «Siamo pronti ad accogliere le loro proposte anche sul federalismo. Da parte nostra non ci sarà una chiusura al Pd e a Veltroni», erano state le parole di miele del Senatur. Che subito dopo però aveva rispolverato l'abito da battaglia, quello dell'Alberto da Giussano tanto caro al popolo del Carroccio.


Da qui il gestaccio, tipico degli automobilisti e visto in tanti film di successo: il dito medio sollevato, quando l'Inno di Mameli chiede a tutt'Italia di essere «schiava di Roma». «Mai più schiavi di Roma. Toh!», fu l'espressione di Bossi che accompagnava il dito in aria.

Quarantott'ore di polemiche e reazioni furibonde. Athos De Luca, ex deputato dei Verdi e oggi consigliere comunale a Roma, preannunciò una denuncia per vilipendio all'inno nazionale. Salvo scoprire, come talvolta accade nella confusione della polemica, che l'Inno di Mameli non è mai diventato l'inno nazionale della Repubblica italiana ma è soltanto l'inno ufficioso. Al punto che in Parlamento giacciono da alcuni mesi diversi progetti di legge (4 soltanto al Senato) per costituzionalizzare l'inno di Mameli. Ma siamo ancora all'inizio di un iter legislativo lungo e difficile.


Che ne pensate? Cos'è per voi l'Inno di Mameli? Siete tra coloro che lo vogliono mantenere o lo cambiereste?

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