Padova. Bambino muore all'ottavo mese di gravidanza, il padre presenta un esposto

Il ginecologo dell’ospedale di Camposampiero, al controllo dell’ottavo mese, non avverte segni vitali: scatta l’emergenza. In 15 giorni è il secondo neonato padovano a passare dal grembo materno alla sala autopsie
L'ospedale di Camposampiero
L'ospedale di Camposampiero
CAMPOSAMPIERO.
Un altro bimbo nato morto. Il secondo in 15 giorni. Stavolta la tragedia è avvenuta giovedì scorso all’ospedale di Camposampiero dove una gestante trentanovenne, all’ottavo mese di gravidanza, si era recata per sottoporsi all’ultima visita di controllo. E’ in tale contesto che il ginecologo di turno ha scoperto la drammatica verità: il feto che la donna portava in grembo non dava più alcun segno di vita. Nessun battito cardiaco, nessuna attività cerebrale a sancire quella che in termini tecnici viene definita «morte endouterina».


A quel punto la gestante è stata sottoposta ad un primo esame specifico seguito da un’ecografia, concordi nel rilevare il decesso del nascituro. Di qui la necessità e l’urgenza di provvedere al parto con taglio cesareo. Un parto tristissimo per appurare definitivamente quello che purtroppo i medici già sapevano.


Appresa la sconvolgente notizia, il marito della donna è corso a sporgere denuncia alla stazione dei carabinieri di Campodarsego, competente per territorio rispetto al luogo di residenza dei genitori del bambino morto. E ieri mattina è arrivata la segnalazione in Procura, posta all’attenzione del pm Paolo Luca che ha subito aperto un’inchiesta facendo sequestrare l’intera documentazione clinica relativa all’intero periodo di gravidanza della donna, agli esami eseguiti e al parto cesareo. Naturalmente è stato sequestrato anche il feto, che verrà sottoposto ad autopsia.


L’esame necroscopico, con relativi esami istologici e di laboratorio, verrà conferito domani mattina ad un perito settore non padovano. E verrà pure nominato un ginecologo per chiarire quando, come e perché il bambino è morto senza che la madre avvertisse alcun disturbo. A detta dei familiari, la mamma aveva infatti trascorso una gravidanza tranquilla e per niente a rischio. Nulla faceva prevedere un simile drammatico epilogo.


Tale circostanza, giunta come un fulmine e ciel sereno, ha acuito il dramma familiare permeando di mistero l’intera vicenda. Intanto il marito della donna ha nominato come suo patrocinante l’avvocato padovano Roberto Morachiello. Per il momento nessun medico risulta indagato. Ciò avverrà solo se dalle risultanze autoptiche dovessero emergere profili di colpa.


Gli esperti invitano alla cautela. Sostengono che la morte endouterina del feto è «un evento disgraziato che può capitare anche all’ottavo mese di gravidanza, pur se in percentuale minore rispetto ad altre gestazioni più brevi». E avvertono che tale circostanza si può verificare «anche se tutti i parametri risultavano normali alle visite precedenti». E purtroppo, in taluni casi, «nemmeno l’autopsia può stabilirne le cause».

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova