Zaia: «Il 2012 sarà l’anno del contratto federalista»

"Boicottare Napolitano? La gente ha altri problemi, non prendo ordini dai partiti. I veneti ci chiedono lavoro, efficienza, non beghe"

VENEZIA. Bel regalo di Natale ha fatto a Luca Zaia la sua collega eurodeputata Mara Bizzotto: un appello a boicottare il discorso di fine anno di Napolitano «perché ha tradito la Patria agendo incostituzionalmente». Che i leghisti soffrano per il tradimento della Patria con la maiuscola, è una notiziona, ci sarebbe da rallegrarsi. Ma c’è il boicottaggio: come verrà attuato, cambiando canale? Napolitano manco se ne accorge. Allora che boicottaggio è?

Lei che ne pensa, presidente Zaia, aderisce?

«Io non sono un teledipendente, non guardo mai la tv».

Lei è un teleautore!

«Preferisco leggermi i commenti il giorno dopo sui giornali. Ho visto sì il titolo su Napolitano, penso che i problemi delle persone siano altri».

La Lega all’opposizione è un problema, perché l’alleanza con il Pdl si sfilaccia.

«La nostra alleanza con il Pdl io la confermo a prescindere da tutto. Lega e Pdl hanno dato prova nelle ultime ore di cosa significa portar fuori dal Consiglio provvedimenti strategici: lo statuto, il regolamento che adesso va al voto, il vitalizio, il blocco dei mandati, la riduzione del 25% dell’indennità. Se qualcuno pensa di far saltare l’amministrazione perché l’ha deciso una segreteria politica, si sbaglia. Finché ci sono di mezzo io».

Vale anche per la Lega?

«Vale per tutti. Non lo dico come sfida. I partiti devono dimostrare di essere seri e questa serietà non prescinde dagli accordi presi con i cittadini. I veneti hanno votato un programma. Questo spiega perché io evito di scendere nel dibattito politico: mi hanno votato per amministrare, questa è la mia linea».

Siamo contenti del suo impegno ma i risultati? Visto dal basso qui paghiamo tutto.

«Partiamo dal presupposto che il Veneto paga la cattiva amministrazione e gli sprechi fatti in altre parti d’Italia. Sono dati ufficiali. Dobbiamo avere ben chiaro che non ci mancano i fondamentali: nel Nord Italia sono più profondi di quelli della Germania. Ma il Veneto ha questo peso».

Che non è di oggi.

«Ma oggi siamo in difficoltà. Siamo una famiglia in cui tutti si devono alzare presto alla mattina per andare a lavorare mentre invece uno dormiva fino a mezzogiorno. Finché girava poteva non essere un problema. Adesso tutti dobbiamo dirgli: datti da fare! I 26.000 forestali della Sicilia...»

Ma sono davvero 26.000?

«Sì, contro i 5000 in tutta Italia. Lo so perché sono stato capo della Forestale. I 26.000 forestali dipendenti della Regione Sicilia vanno riportati ai costi standard. Noi lavoriamo per dare ai veneti certezze: sul lavoro, la sanità, il sociale e i trasporti pubblici. Queste le quattro priorità. Sulla sanità in un anno e mezzo abbiamo superato la Lombardia, da sempre prima in Italia. Dati nazionali. E per la prima volta nella storia chiudiamo il bilancio in attivo. Senza addizionale Irpef».

Per forza, ci fate pagare 36 euro una radiografia contro 35 di un laboratorio privato!

«Quella è la parte di ticket che abbiamo contestato, ricorrendo al Tar e anche in Corte Costituzionale contro il governo Berlusconi».

Sul sociale tutti dicono che la gestione è pessima.

«Vi risulta che qualcuno che taglia, anche di poco, i finanziamenti sia simpatico? Noi rivestiamo purtroppo anche il ruolo degli antipatici, dei guastafeste. Se io avessi oggi la libertà di spesa che avevo da presidente della Provincia di Treviso 10 anni fa, farei l’imperatore. Perché questo Paese ha 1900 miliardi di debito pubblico con 77 miliardi all’anno di interessi? Perché l’azione amministrativa impopolare non è mai stata fatta. Adesso dobbiamo anche dire no. Ma non alla sanità, non al disabile. Su 142.000 disoccupati, abbiamo fatto 40.000 interventi di cassa integrazione in deroga. Nel 2011 nel Veneto non c’è stato un licenziato che non abbia avuto garantito lo stipendio, pur restando a casa».

Nelle altre regioni no?

«Il finanziamento è statale ma anche regionale: dipende da come uno lo gestisce. Con gli ammortizzatori sociali si può garantire per 3 anni lo stipendio di una persona. Ma se ti do lo stipendio per 3 anni vuol dire che tu non trovi più lavoro. E se non c’è lavoro vuol dire che non aiuto il resto del mondo che sarà altrettanto malmesso».

Dove porta questo discorso?

«Negli ammortizzatori sociali bisogna entrare più nel dettaglio: ci sono cittadini che vanno aiutati più di altri. Anche la disoccupazione stagionale va rivista: non è possibile che tu lavori 6 mesi e gli altri 6 ti arrivi lo stipendio lo stesso, anche se sei tornato nel tuo Paese. Io obbligherei gli immigrati a rimanere in Italia».

A che situazioni sta pensando?

«Sento racconti di gente che mi parla di un pendolarismo. La cameriera viene a fare la stagione a Jesolo per 6 mesi e poi torna in Romania con l’indennità di disoccupazione. Magari lavora anche lì, o va a fare la stagione sul lago di Costanza, che ne sappiamo»

Lei ha progetti di federalismo a geometria variabile già pronti, è vero?

«Il prossimo anno sarà quello della contrattazione con lo Stato. Ma non sono pronto per parlarne».

Neanche a dire l’argomento?

«Nell’alveo della Costituzione, tra le tante cose, ci sarà anche un fronte sui temi del lavoro, gli assegni familiari, il Tfr».

I direttori generali delle Usl chiedono il premio di produttività.

«I direttori generali sono in carica ancora per un anno: lavorino sui loro obiettivi. L’ultimo cittadino del Veneto deve essere soddisfatto del servizio erogato».

Poi si parlerà del premio?

«Lo dico perché la qualità del servizio non si misura sull’area Vip dei clienti ma dalla nonnina che parte con il bus per farsi un esame, magari fissato 6 mesi prima. I direttori generali sono dei manager, stiamo costruendo il nuovo contratto per il 31 dicembre 2012 e voglio inserirlo nel bando in modo che sappiano a cosa vanno incontro».

Insomma, il premio?

«Non ho problemi a parlare del premio, sono quello che ha tagliato il loro stipendio, appena arrivato. E del 20%. Fatto che non mi ha procurato grandi simpatie. Io porto la filosofia di quando ero presidente della Provincia di Treviso: se avete la buca davanti a casa, o mi chiamate o diventa un burrone perché io non posso saperlo. Se avete qualcosa che non funziona in sanità, scrivetemi. Tutti quelli che mi hanno scritto hanno avuto risposta».

Non leggerà lei tutte le lettere?

«Ho l’ufficio che mi aiuta ma io le vedo tutte. A volte ci danno indicazioni preziose».

La Lega partito laburista, eh?

«Io sono qui a rappresentare il popolo. Il rigore l’ho imposto a me ma lo pretendo anche dagli altri».

Lei è molto attento alle liste d’attesa: con 2500 euro si possono bypassare?

«Se il fatto di Pieve di Cadore fosse accertato, io dico che il Veneto non può starci. Anche perché se uno ha soldi è già a Barcellona per la fecondazione assistita, non finisce davanti a un primario che chiede 2500 euro per superare la lista. Paga sempre la povera gente. Per questo ringrazio Gdf e polizia per queste attività di controllo e repressione».

Monti vuole tagliare le Province e Belluno vuole l’autonomia.

«Belluno ha la specificità riconosciuta nel nuovo statuto del Veneto. Comporterà competenze piene e non più concorrenti con la Regione».

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