La Regione attiva un numero verde anticrisi
VENEZIA. La Regione Veneto ha attivato un numero verde - 800 177750 - per sostenere le imprese: ne ha parlato l’assessore regionale allo sviluppo economico Isi Coppola, annunciando le ultime direttive anticrisi adottate dalla Giunta Regionale. Le direttive, ha reso noto, prevedono di intervenire a favore delle Pmi per fabbisogni di liquidità nei casi, anche cumulati fra loro, di crediti insoluti, crediti maturati verso la pubblica amministrazione, rimborsi a medio e lungo termine per aziendali e anche per anticipazioni a fronte di ordini di fornitura di beni e servizi. È prevista l’erogazione di finanziamenti fino a 500mila euro, per le imprese artigiane e manifatturiere 300mila.
«Noi Regione abbiamo riorganizzato in tre giorni la nostra struttura regionale e attivato il numero verde - ha detto Coppola - mentre Veneto Sviluppo ha costituito un team specifico dedicato al sostegno delle nostre imprese: vigileremo con scrupolo e attenzione affinché non vi siano inutili perdite di tempo e questo strumento possa realmente funzionare a sostegno delle nostre aziende, la Regione è al fianco degli imprenditori del Veneto».L’assessore, tuttavia, lamenta scarsa sensibilità da parte delle banche nel sostegno all’impresa: «Non ho avuto la sensazione di sostegno condiviso da parte degli istituti bancari e dai confidi. Forse giochiamo una partita diversa, ma qui non c’è chi vince e chi perde: perdiamo tutti; perde il Veneto e perde il futuro dei nostri figli. Devo prendere atto che l’atteggiamento dimostrato è come disallineato nei modi e nei tempi rispetto alla situazione grave del momento riferita alla crisi delle nostre aziende». Non usa mezzi termini Isi Coppola, delusa dall’atteggiamento di chiusura degli istituti di credito: «Sarebbe stato auspicabile non dico entusiasmo, non tutti sono inguaribili ottimisti come me, ma almeno la volontà di ragionare fuori dagli schemi, in una situazione particolare e straordinariamente grave come quella attuale. Capisco che parliamo di aziende in difficoltà, ma senza imprese non c’è futuro per nessuno».
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